Skinheads, denunce dopo il blitz  Identificati 4 ultras del Como
Un fermo immagine del video che documenta l’irruzione dell’altra sera

Skinheads, denunce dopo il blitz

Identificati 4 ultras del Como

La polizia indaga sull’irruzione nel chiostrino di Sant’Eufemia: «Azione intimidatoria». Interrogazione parlamentare Pd. La replica del gruppo di estrema destra: «Nessuna violenza»

Se l’obiettivo era quello di ottenere un po’ di visibilità, è innegabile che i militanti dell’estrema destra protagonisti, l’altra sera, dell’irruzione al Chiostrino di Sant’Eufemia, il loro scopo lo abbiano raggiunto.

L’azione - che ha interrotto un’assemblea organizzata dagli attivisti di “Como senza frontiere”, rete che raccoglie associazioni ed enti operativi sul fronte dell’accoglienza ai migranti - ha suscitato reazioni in tutta Italia, finendo addirittura in un’interrogazione parlamentare: «Un’azione gravissima e inaccettabile», scrivevano in un comunicato diffuso ieri mattina i deputati del Pd Chiara Braga, Mauro Guerra ed Emanuele Fiano, spiegando di avere «ritenuto di rivolgere un’interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere quali interventi ritenga opportuni per affrontare quella che sta diventando per molti territori del nostro Paese una reale emergenza».

L’episodio è stato ricostruito nel dettaglio, e alcuni dei suoi protagonisti identificati, grazie a un video girato da uno dei presenti.

Mentre gli inviati di giornali e tv di mezza Italia approdavano in centro città, la questura, sempre in mattinata, ha confermato che si è trattato dell’azione di «un gruppo di tredici persone appartenenti all’associazione di estrema destra “Veneto fronte skinheads”», i quali, una volta nel locale, si sono posizionati intorno al tavolo occupato da una decina di partecipanti interrompendo la riunione, mentre un loro portavoce iniziava a leggere il testo di un comunicato stampa dai contenuti critici nei confronti dei metodi di gestione del fenomeno migratorio (titolo: «Como senza frontiere, ipocriti di mestiere»). Al termine della lettura, i tredici “amici” se ne sono andati, augurando ai presenti «buona serata» e «buon business» («nessun rispetto per voi», ha chiosato uno di loro). Sempre la questura ha reso noto di avere identificato almeno quattro dei tredici, i quali, più che veneti, sarebbero ex fedelissimi della curva del Como.


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