Solo parole, ex S. Anna come la Ticosa  Dopo la seconda asta deserta tutto fermo
Uno dei padiglioni un tempo utilizzati dall’ospedale e chiusi dal 2010

Solo parole, ex S. Anna come la Ticosa

Dopo la seconda asta deserta tutto fermo

Ambulatori e servizi nel monoblocco mentre l’enorme area da vendere ai privati resta inutilizzata. L’assessore regionale aveva promesso una svolta

Dopo due anni di nulla, all’inizio del 2017 era stata avviata l’asta per provare a vendere la porzione dell’ex Sant’Anna che non rientra nella cittadella sanitaria. Asta chiusa senza offerte (la base era stata fissata a quota 22 milioni di euro), esattamente come era accaduto con il primo tentativo. Da allora sono trascorsi quasi due anni e sono stati (altri) anni di nulla.

Proprio alla luce del flop della gara, il primo febbraio 2017 l’assessore regionale Giulio Gallera - il comparto è di proprietà della Regione - aveva prospettato l’inserimento dell’ex Sant’Anna in un fondo pensato proprio per valorizzare immobili di enti pubblici. «La società Infrastrutture lombarde e l’Agenzia del demanio hanno fatto le prime verifiche - dichiarava Gallera - Nelle prossime settimane con l’azienda sanitaria lariana decideremo cosa fare». Di settimane ne sono passate molte ma nulla si è mosso. E la scoperta dell’accampamento all’interno dei padiglioni dell’ex sanatorio “G.B. Grassi” ha riacceso i riflettori sul destino del comparto di via Napoleona. Una parte di città che rischia di fare la fine della Ticosa, pur essendo in posizione strategica e con un autosilo a pochi passi (Valmulini). Certo, decisioni affrettate non sono consigliabili - l’unico edificio venduto, il G.B. Grassi appunto, resta inutilizzato al pari degli altri ed è diventato come detto un rifugio per disperati - ma è altrettanto vero che con l’inerzia il degrado avanza, considerando che l’ospedale si è trasferito otto anni fa e i padiglioni da allora sono rimasti chiusi.


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