«Stadio rinnovato e resti dov’è»
Il Como ha deciso, palla al sindaco

La società si è espressa di nuovo e in modo inequivocabile sul Sinigaglia - Toccherà alla nuova giunta decidere su concessione e progetto. Landriscina: «Fanno sul serio»

«Stadio rinnovato e resti dov’è» Il Como ha deciso, palla al sindaco
Lo stadio intitolato a Giuseppe Sinigaglia resta al centro del dibattito cittadino

Le parole del Como, per voce del direttore commerciale e marketing Veronica Oldani , forse mai prima d’ora erano state così chiare. Il punto di svolta è stato l’incontro al Tennis Como nell’ambito dei faccia a faccia con la candidata sindaco Barbara Minghetti .

Qualche passaggio dell’intervento di Oldani: lo stadio, per la società indonesiana che guida il club azzurro, deve rimanere dov’è. E’ il più bello al mondo, senza eguali né in Inghilterra, né in Argentina, né in Spagna o in Cina. Il progetto, tuttavia, «non è pronto» e sarà «costruito assieme a tutti i soggetti che devono essere coinvolti» (quindi, i residenti, l’amministrazione nuova, tutte le altre anime della città). Un progetto non esiste, ma quello che c’è è la «voglia di investire qui, un luogo non scelto a caso».

Uno stadio unico, il Sinigaglia, che «sarebbe un peccato perdere» ma che allo stesso tempo deve essere «reso più funzionale, attrattivo, un motivo in più per venire a Como». Ed è per questo, per l’ambizione che cova (ben visibile) sotto la cenere, che vengono chieste «le condizioni per poter lavorare nel lungo periodo». Ovvero i 99 anni di gestione.

«L’obiettivo non è uno stadio enorme, bensì “sensato” e pensato per la realtà in cui si trova. Capace, però, di accogliere il Milan e la Juventus, quando ci troveremo in palcoscenici maggiori rispetto alla serie B». Parole chiarissime, che segnano un percorso. Senza dimenticare i residenti: «Prima di aprire una attività in una zona nuova – ha detto la Oldani – questa proprietà crea servizi. Lo fanno perché credono sia importante che la comunità in cui si inseriscono li veda in modo positivo». Un discorso che è difficile fraintendere.

Parole che abbiamo girato a chi con la società si è più volte confrontato, ovvero il sindaco Mario Landriscina che guarda dalla finestra, ma con curiosità, l’evolversi degli eventi. Pur premettendo subito: «I 99 anni? Non è una domanda che oggi dovete fare a me». Quello che possiamo chiedere è invece una valutazione sulla proprietà indonesiana: «Non posso che dirne bene, con me non hanno mai bleffato e credo che abbiano dimostrato di essersi impegnati concretamente per il bene della città, aiutando anche l’ospedale. Ora bisogna vedere cosa propongono».

«Una società molto presente, anche nella pandemia – continua Landriscina – Hanno una disponibilità economica notevole, ma questo non vuol dire che vogliano sprecare i soldi. Anche con Dennis Wise (ceo della società, ndr) dopo un primo confronto intenso, il rapporto è stato ottimo. Di certo loro vogliono lo stadio dove è, non hanno mai pensato a un riposizionamento, e sono anche consapevoli di trovarsi in un punto di particolare pregio che come tale deve essere trattato in quanto patrimonio della città».

Il sindaco ha un rimpianto: «Il mio sogno sarebbe stato quello di pedonalizzare tutta l’area. Ora attendiamo la proposta che verrà fatta e che dovrà essere vagliata». Insomma, la questione Sinigaglia entra sempre più nel dibattito. Anche il Como pare aver levato gli ormeggi navigando sulla strada della sistemazione dell’impianto, non più rinviabile.

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