Stalking contro la crocerossina  E tre anni fa l’aveva molestata
Il centro profughi gestito dalla Croce Rossa di via Regina (Foto by archivio)

Stalking contro la crocerossina

E tre anni fa l’aveva molestata

Profugo libico condannato per violenza ora sotto accusa per atti persecutori. Doveva essere espulso

Dopo la condanna per violenza sessuale ai danni di una volontaria della Croce Rossa del centro profughi di via Regina, venne portato a Brindisi per essere rimpatriato. E invece Mohamed Nasser Ali Abdelfattah, libico di 54 anni, non solo non è mai stato espulso dall’Italia, ma è pure tornato a Como dove ha iniziato a perseguitare proprio la volontaria che aveva molestato tre anni fa.

La Procura di Como ha chiesto e ottenuto un divieto di avvicinamento per l’uomo, formalmente accusato di stalking ai danni di una giovane comasca. Il 14 aprile 2017, all’interno del campo profughi di via Regina, la giovane volontaria stava prestando servizio quando il cittadino libico ha spinto la sua vittima all’interno di una piccola stanza, poco più che uno sgabuzzino precluso agli ospiti, e qui ha iniziato di palpeggiarla nel tentativo di usarle violenza. Il salvataggio della ragazza si deve a un altro volontario, intervenuto tempestivamente a bloccare l’aggressore, il quale, peraltro, aveva anche opposto una certa resistenza.

Restò in carcere per quasi due anni, ovvero l’entità della pena che gli è stata inflitta in udienza preliminare a Como. L’uomo, peraltro già noto alle banche dati della giustizia italiana, uscito dal carcere era stato accompagnato al centro per il rimpatrio di Brindisi in attesa dell’espulsione, decretata per «pericolosità sociale». Peccato che dall’Italia l’uomo non se ne sia mai andato.

Anzi, lo scorso mese di ottobre è pure tornato a Como. E qui ha iniziato a tormentare la giovane vittima delle molestie di tre anni fa. Si faceva trovare in via Italia Libera, dove la soccorritrice si presenta per svolgere la propria attività nella Croce Rossa, quando la vedeva iniziava a seguirla per le vie della città e le scattava pure delle fotografie con il suo telefono cellulare.

Spaventata, la giovane si è quindi rivolta alla polizia e la Procura ha aperto una nuova inchiesta questa volta per stalking a carico dell’uomo. La magistratura gli ha già notificato il giudizio immediato: il difensore ha ora poche settimane, se vuole, per chiedere il giudizio abbreviato per evitare il processo.


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