Stazione unica Como-Chiasso I due  sindaci ci credono

Stazione unica Como-Chiasso
I due sindaci ci credono

Vent’anni dopo si torna a parlare di un vecchio progetto. Landriscina incontra il collega di Chiasso. «Sull’asse Alp Transit vogliamo esserci anche noi. E insieme possiamo ottenere un risultato»

Torna in auge dopo vent’anni il progetto della stazione unica Como-Chiasso. Per quanto molto dipenda da Berna e da Roma, a parole i sindaci dei due Comuni sono in perfetto accordo. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni duemila era stato avviato un dialogo serrato nell’ottica di un potenziamento della vicina stazione svizzera a servizio di entrambi i territori. I lavori di riunificazione sarebbero dovuti iniziare iniziare nel 2001, anche in virtù del sostegno convinto dell’allora sindaco di Como Alberto Botta. Il progetto naufragò soprattutto in conseguenza della “guerra” che gli mossero in particolare i pendolari comaschi che temevano di ritrovarsi a dipendere da una stazione di serie B.

«Da qualche mese stiamo di nuovo discutendo del progetto - conferma Bruno Arrigoni, il sindaco di Chiasso -. E il perché è presto detto: il progetto Alptransit. Si tratta di un collegamento ferroviario internazionale, lungo l’asse europeo nord-sud, dall’Olanda al Mediterraneo. La Svizzera ha investito grandi risorse per le gallerie del San Gottardo e del Monte Ceneri, l’alta velocità però si fermerà a Lugano. Sotto c’è il vuoto».

«Ho già avuto contatti con il gentile collega di Chiasso - commenta il sindaco Mario Landriscina -. Abbiamo degli interessi in comune. Serve una sosta sul confine, una fermata internazionale per non ritrovarsi scavalcati da Lugano e da Milano. La stazione unica guarda ai viaggiatori, ma anche alle merci, alla dogana e alla difficile situazione dei Tir e del trasporto su gomma. Ma più in generale c’è in gioco il futuro delle infrastrutture dei nostri Paesi, sono temi strategici. A riguardo ho dialogato con la Regione per il raddoppio dei binari da Albate e Camerlata verso Milano e per la costruzione di una piattaforma di interscambio nel mezzo della provincia».


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