Stop a 48mila auto Euro 3  Gli artigiani: «Così è ingiusto»
C’è timore per il rischio di un rialzo degli inquinanti in città (Foto by archivio)

Stop a 48mila auto Euro 3

Gli artigiani: «Così è ingiusto»

Inquinamento: dall’1 ottobre a Como e nei maggiori centri della provincia - Minatta (Cna): «L’obbligo di sostituire i furgoni è un danno per le imprese»

Como

Ora che si è a ridosso dello stop sale la protesta degli artigiani. Già perché molti di questi ultimi avevano immaginato che sul divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 3 alla fine sarebbe stato trovato un compromesso, magari una proroga dell’ultimo minuto. A meno di imprevisti non sarà così e dall’1 ottobre al 31 marzo 2019 non potranno più circolare, dalle 7.30 alle 19.30 dal lunedì al venerdì come già accade, per i diesel fino a Euro 2 e per i benzina Euro 0.

Le limitazioni alla circolazione, decise dalla giunta regionale, non riguardano però tutta la Lombardia bensì i 570 Comuni ad alta densità urbana oltre ai capoluoghi di provincia. Nel caso della nostra provincia, accanto a Como, ci sono tutti i principali centri urbani (Cantù, Mariano, Erba, Olgiate Comasco, Lomazzo), in tutto 77 Comuni, esclusi quelli dell’area Lago e Valli. Nel caso dei diesel Euro 3, lo stop impatta con 48mila veicoli immatricolati nella nostra provincia, su 395mila complessivi. Moltissime, quindi, le famiglie ma anche le imprese coinvolte. Un problema concreto nel caso in particolare degli artigiani per molti dei quali la sostituzione del furgone non è questione di poco conto. «Siamo subissati dalle proteste e noi diciamo che le imprese hanno ragione - dice Armando Minatta, presidente di Cna Como - nessuno mette in discussione la necessità di misure decise contro l’inquinamento ma riteniamo che potesse essere studiata una maggiore gradualità del provvedimento e che in ogni caso non sia giusto presentare il conto solo agli artigiani. Teniamo inoltre conto che il mezzo, per un piccolo costruttore o un impiantista, ha tante volte un chilometraggio limitato perché viene utilizzato magari per il solo spostamento da casa al cantiere. È assurdo obbligare alla rottamazione veicoli ancora in buone condizioni e che di fatto non hanno un grande impatto sulla questione inquinamento».

Per il rinnovo dei veicoli la Regione ha varato un piano di incentivi. Sono stati stanziati 7 milioni e 800 mila euro, di cui un milione e 800 mila (nel 2018) per rottamare i mezzi più inquinanti e 6 milioni (nel 2018-19) per acquistare veicoli a minore impatto ambientale, per i quali scatterà anche l’esenzione dal bollo per tre anni.

L’incentivo in questo caso verrà concesso in cambio dell’acquisto di un veicolo elettrico, ibrido, gpl, metano o a benzina di ultima generazione. «Il peso oggettivo degli incentivi è molto limitato - continua Minatta - di certo non compensa il danno economico che si prospetta».

E all’orizzonte ci sono altre limitazioni. Dall’1 aprile 2019, i veicoli Euro 0 e i diesel Euro 1 e 2 non potranno circolare nei giorni feriali di tutto l’anno. Dall’1 ottobre 2020, poi, la restrizione riguarderà anche i benzina Euro 1 e 2 e i diesel Euro 4, con un anno di ritardo rispetto al Comune di Milano, che ha già deciso di limitare gli Euro 4 dall’autunno del 2019.


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