Strade vuote e silenzi
Il Capodanno di una città fantasma

Qualche botto (vietatissimo), piazze e strade vuote, pochi passanti a spasso con il cane - Cronaca di una notte spettrale vissuta in “zona rossa”

Il lago scuro, «che si muove anche di notte e non si ferma mai», senza che nessuno lo guardi. Nessuno con il naso all’insù per i fuochi d’artificio e piazza Cavour deserta come non mai, sembra restituire un’immagine lontana delle passate serate di San Silvestro, con la Città dei Balocchi che richiamava un pubblico con numeri record, anno dopo anno. Tra suoni, luci, proiezioni, illuminazioni speciali, musiche, pattini e, naturalmente, il gran finale pirotecnico.

Niente di tutto questo: è la zona rossa, bellezza, non si può fare niente.

Eppure qualcuno ha voluto festeggiare lo stesso, rumorosamente, l’arrivo dell’attesissimo 2021. Forse è ingenuo pensare che tutto si risolva semplicemente gettandosi alle spalle il calendario dell’anno più odiato del Terzo Millennio, ma la speranza è comprensibile, dopo quasi dieci mesi di vita sospesa. Quindi, anche se le strade sono rimaste deserte e silenziose (le insegne dei caffè si sono spente molto prima, il 30), c’è chi si è affacciato dalle finestre e dai balconi, i più fortunati sulle terrazze di casa, per dare vita a uno spettacolo di botti e fuocherelli che stridevano ancora di più con il silenzio della notte di Capodanno più silenziosa di sempre. Perché non sono mancati solo i festeggiamenti.

Le strade senza automobili, tutte le vie del centro svuotate dal coprifuoco, poche ombre che si aggiravano furtive per accompagnare il cagnolino nell’ultima passeggiata dell’anno, la totale assenza di quel brusio di umanità che rappresenta la colonna sonora del nostro quotidiano. Una colonna sonora che si percepisce solo quando manca. Chi ha potuto ha festeggiato prima, nel pomeriggio, approfittando di un 31 dicembre graziato da una pausa nel maltempo. Così qualche brindisi in mezzo alla strada c’è stato, tra sorrisi più per la circostanza che per la felicità. Dopo il silenzio ha avvolto una piazza Duomo che, in questo periodo dell’anno, era invece circondata dalle polemiche per la troppa gente richiamata dalle proiezioni animate sul Broletto. Unica luce, visibile da tutta la città, quella del faro puntato verso il cielo da Porta Torre, oltre alle luminarie che, quest’anno, non hanno certo brillato, così come l’albero di piazza Grimoldi, che oltre ad apparire particolarmente triste, è anche transennato.

Anche piazza Volta, con il suo quadrilatero di locali, la sua folta popolazione che si trasforma poi nella famigerata “movida” notturna, dove stazionava la giostra con i cavalli e si svolgevano le attività per bambini della Città dei balocchi era... solo una piazza. E l’esplosione di gioia contenuta è durata poco, non più di 10 minuti oltre la mezzanotte anche perché i fuochi non erano consentiti e a nessuno è sembrato il caso di sfidare la legge oltre. Un capodanno più che sobrio per sperare in un anno di rinascita.

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