Sul ring della vita  Quando la boxe  restituisce la pace
Como giovani in cerca di uno spazio dove fare Boxe al parco Negretti di Rebbio, da sin. Francesco Sanarica, Samuele Cappelletti, Nicolò Milli, Giacomo Zanoni, Donald Cortese e Viviana Toro (Foto by Andrea Butti)

Sul ring della vita

Quando la boxe

restituisce la pace

DIOGENE / L’inclusione sociale a suon di pugni: «Grazie allo sport ora aiuto i ragazzi problematici»

Articolo pubblicato sul secondo numero di Diogene, il settimanale del volontariato e del terzo settore

La boxe può essere un importante strumento non solo dal punto di vista atletico e educativo, ma anche per quanto riguarda l’inclusione sociale. Da oltre quattro anni l’educatore sportivo Donald Cortese ha avviato un progetto per promuovere iniziative di sviluppo e recupero della dispersione sociale, attraverso l’attività motoria, e in particolare con il pugilato.

Un’iniziativa, sostenuta anche dall’associazione sportiva Boxe Como, e che in quattro anni ha visto coinvolti oltre 100 ragazzi e ragazze, dimostrando come questo sport possa davvero aiutare chi vive un momento di difficoltà, ma anche come la passione e la disciplina possano portare a importanti risultati agonistici.

La testimonianza

«Da anni lavoro a contatto con i giovani, spesso con ragazzi che hanno difficoltà comportamentali e relazionali - racconta Cortese - Lo sport è un importante strumento di inclusione e da una mia riflessione in ambito lavorativo è nato il progetto che vede anche, all’interno del gruppo, ragazzi che hanno semplicemente interesse per la boxe e vengono ad allenarsi con noi».

Qui proprio la chiave dell’iniziativa che coinvolgendo persone con difficoltà personali e relazionali ad altre con un semplice interesse per il pugilato hanno permesso di creare gruppi di allenamento che spesso e volentieri hanno portato alla nascita di belle amicizie. Del resto, l’impegno e la disciplina sportiva, se associati a uno spirito di squadra, portano indubbiamente ad un mix vincente.

Cortese, con alcuni colleghi educatori e allenatori sportivi, nel corso di questi quattro anni ha creato una rete importante con le scuole medie e superiori del territorio, ma anche con alcune associazioni e reparti ospedalieri, con oratori e con il Tribunale di Como, attraverso il Centro Servizi per Il Volontariato.

Due gli allenamenti alla settimana garantiti fino a qualche tempo fa nella palestra dell’ex San Martino, ma che oggi sono possibili solo grazie all’impegno economico degli educatori visto che i giovani pugili non possono più contare su una struttura fissa.

«Attualmente ci alleniamo all’interno del centro Oasi, al parco Negretti di Rebbio - spiega Francesco Sanarica, che da anni condivide con Cortese passione e progetti - la speranza è che qualcuno possa aiutarci a trovare una nuova palestra dove poterci allenare e dove lasciare tutte le attrezzature».

In cerca di una palestra

Dopo aver liberato gli spazi dell’ex San Martino, riqualificati a spese di Cortese e di chi con lui ha sostenuto l’iniziativa, oggi guantoni e tutto il necessario per la boxe, non hanno un posto dove poter essere custoditi. E così, visto che molte delle attrezzature sono costose, i ragazzi hanno trasformato le proprie auto in un vero e proprio “magazzino” mobile.

In questi quattro anni di attività, infatti, i progetti sono stati finanziati grazie ad alcuni bandi, ma gran parte delle spese sono a carico degli stessi educatori. La speranza è che a breve si possa trovare una struttura pubblica, con una palestra idonea agli allenamenti di questa disciplina sportiva, per abbattere i costi e per garantire il proseguimento delle iniziative, ma anche di qualche sponsor pronto a contribuire.n 
Francesca Guido


© RIPRODUZIONE RISERVATA