Sulle strade del Comasco un ferito ogni 4 ore
Da sinistra Elena Negretti, Enrico Gelpi presidente di ACI Como e il cViceprefetto Domenico Roncagli (Foto by Andrea Butti)

Sulle strade del Comasco
un ferito ogni 4 ore

L’Aci raccoglie i dati sugli incidenti avvenuti in provincia: 22 persone morte. Meno vittime in città - Regina e Lariana sono le più pericolose. Sulla statale dei Giovi una media di quattro scontri ogni chilometro

Como

Ogni giorno sei persone finiscono in ospedale a causa delle ferite riportate in incidenti stradali in provincia di Como. Il dato emerge dal dossier annuale che l’Automobile Club cittadina realizza per tracciare una mappa sulla pericolosità delle nostre strade. Dossier presentato ufficialmente ieri mattina, durante un appuntamento sulla tematica della sicurezza stradale a cui hanno partecipato anche gli studenti di alcune scuole lariane.

Il primo dato che balza agli occhi è quello sulle vittime della strada: 22 persone morte lo scorso anno, tante quante l’anno precedente. Ma quest’anno non sta andando particolarmente bene se, nei primi 10 mesi dell’anno, le vittime sono già state 18 a fronte delle 14 dello stesso periodo dell’anno precedente.

In lieve calo il dato sui feriti e quello sugli incidenti complessivi rilevati da polizia stradale, carabinieri e polizie locali. Nella città di Como il numero degli incidenti è rimasto praticamente lo stesso, ma sono dimezzati i morti (4 nel 2017, 2 l’anno successivo) e sono diminuiti i feriti (da 577 a 564).

«Dai dati che abbiamo raccolto - ha detto Enrico Gelpi, presidente dell’Aci di Como - distrazione, l’eccesso di velocità e mancato rispetto delle regole sono le cause principali degli incidenti stradali». Insomma: tutti feriti e morti evitabili, rispettando le norme. Ma sotto accusa finiscono anche le condizioni delle infrastrutture, ovvero delle strade. Lo ha sottolineato il vice prefetto Domenico Roncagli: «Sulle autostrade, i cui chilometri sono aumentati, non abbiamo registrato nessun incidente mortale. Questo vuol dire che laddove le infrastrutture sono buone, gli incidenti diminuiscono».

E allora non sarà un caso se le strade più pericolose, con il maggior indice di gravità e di mortalità, troviamo la Lariana (ben due i morti lo scorso anno e 23 i feriti) la Regina, in particolar modo la diramazione per Porlezza (3 morti e 63 feriti sulla diramazione, un morto e 88 feriti sulla statale che costeggia il lago).

L’estate è il mese nero per la Regina (10 incidenti con feriti sia a giugno che a luglio) e, più in generale, sulle strade della provincia (45 incidenti a luglio altrettanti ad agosto). Infine nel corso dell’incontro è stato spiegato ai ragazzi come le multe «non servono per fare cassa, ma per prevenire gli incidenti». E, anche se oltre la metà delle contravvenzioni a Como è per divieto di sosta, balza all’occhio i 2,5 milioni di euro di multe per eccesso di velocità, i i 300mila euro per il non rispetto dei semafori e i 200mila euro per cinture o seggiolini per bimbi assenti.


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