Tangenti in Motorizzazione  Sigilli tolti anche alla Catelli
Gli agenti della polstrada all’esterno della Motorizzazione (Foto by foto butti)

Tangenti in Motorizzazione

Sigilli tolti anche alla Catelli

La Procura dissequestra le sette sedi dell’autoscuola. Già acquisiti i documenti utili per l’indagine

La Procura di Como ha dissequestrato anche le sedi dell’autoscuola Catelli. Dopo i sigilli tolti la scorsa settimana negli uffici delle altre due autoscuole finite nell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate per i corsi di formazione e il rinnovo delle autorizzazioni per i camionisti, ovvero l’autoscuola Albini e la Luigi, ora anche la Catelli può riaprire i battenti dopo oltre un mese.

In questi giorni riapriranno l’agenzia di Sagnino di via Pio XI, quella di Tavernola in via Asiago, quella di Binago, di Olgiate Comasco, di Faloppio, di Uggiate Trevano e di Varese.

In queste settimane, dopo il blitz che ha portato in carcere - tra l’altro - il direttore della Motorizzazione, Antonio Pisoni, i detective della polizia stradale di Como e i militari della guardia di finanza hanno analizzato migliaia di documenti e dossier che si trovavano all’interno delle autoscuole. E, dopo una approfondita verifica, tutti quei documenti ritenuti significativi per l’inchiesta sono stati acquisiti dagli inquirenti.

Il dissequestro delle sedi dell’autoscuola Catelli è una buona notizia per le decine di clienti, estranei con l’inchiesta della Procura, che attendevano il rinnovo della patente, il proseguimento delle pratiche per sostenere l’esame per ottenere la licenza di guida e via discorrendo.

Nel frattempo non si ferma l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Massimo Astori. Negli ultimi giorni gli interrogatori a carico dei responsabili delle autoscuole arrestati lo scorso mese avrebbero consentito agli inquirenti non solo di trovare alcuni riscontri alle ipotesi investigativa, ma anche di aprire nuovi fronti d’indagine che vanno oltre alle accuse relative ai permessi per il trasporto merci e in particolare per il trasporto delle merci pericolose. Su queste ultime, secondo l’accusa, le autoscuole avrebbero pagato mensilmente delle tangenti al dirigente della Motorizzazione.


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