Tangenziale monca, a Roma si litiga  Butti: «Sfruttiamo le Olimpiadi 2026»
L’uscita della tangenziale di Como: destinata a rimanere incompiuta?

Tangenziale monca, a Roma si litiga

Butti: «Sfruttiamo le Olimpiadi 2026»

Secondo lotto, Currò, 5S: «Costi e benefici». Molteni, Lega: «Ci sono anche altre opere» - Braga, Pd: «I gialloverdi l’avevano già bocciata». Servono 830 milioni e non ci sono

La Tremezzina, la Novedratese e la Canturina bis: alla richiesta di un parere sulla cancellazione del secondo lotto della tangenziale di Como dal tavolo delle infrastrutture della Regione, i deputati comaschi parlano d’altro. Contano, è vero, le sfumature. Giovanni Currò, M5S, ricorda l’approccio di toninelliana memoria nei confronti di qualsiasi opera pubblica: «Conta il rapporto costi benefici. Detto questo stiamo parlando di un’opera che forse è un sogno, ma che appunto non c’è, né a livello finanziario, né sul piano progettuale. Concentriamoci su ciò che c’è di concreto, come la Tremezzina, e facciamo lobbing territoriale, per portare avanti le richieste del territorio. Mi fa specie però la debolezza della Regione che rivendica autonomia, ma invoca sempre l’intervento dello Stato».

Nicola Molteni, Lega, difende l’operato della Regione: «Usciamo da logiche “Como centriche” e consideriamo che vi sono anche altri territori che necessitano di interventi. Guardiamo al bicchiere mezzo pieno. Abbiamo l’interramento della Novedratese, la Canturina bis, la variante della Tremezzina», opere di cui rivendica il felice esito per l’intervento del suo partito. Anche lui si rifà al concetto di «lobbing territoriale per portare avanti le istanze della nostra provincia». Infine la stoccata ai Cinque Stelle: «La loro permanenza al governo è la garanzia che il secondo lotto non si farà mai, perché loro sono sempre contro tutto, a prescindere».

Chiara Braga, Pd, ricorda «che proprio il sottosegretario Edoardo Rixi (leghista del precedente governo gialloverde, ndr), aveva risposto ad una mia interrogazione a luglio 2018 sul secondo lotto della tangenziale, mettendo nero su bianco che “non è prevista l’erogazione di ulteriori finanziamenti o contributi a carico della finanza pubblica”. La Regione deve chiarire come mai è cambiata così tanto la posizione rispetto a quello che anche sul nostro territorio Lega e il centrodestra dicevano in campagna elettorale». Ricorda infine come «la ministra Paola De Micheli (infrastrutture e trasporti) ha massima attenzione per il sistema infrastrutture lombardo e per il nostro territorio. Grazie al suo intervento è stato possibile consentire la messa a gara della variante della Tremezzina nei tempi previsti, superando anche l’ultimo imprevisto ostacolo». Chi non distoglie lo sguardo dall’obiettivo del secondo lotto, chiedendo l’intervento deciso del governo, è Alessio Butti, FdI, che proprio sulla vicenda ha depositato una richiesta al ministro De Micheli per conoscere quale sia la sua opinione «in merito al finanziamento statale del secondo lotto della tangenziale di Como».

«Sono anni che combatto per portarla avanti - dice Butti - ma non demordo, come per la terza corsia sulla A9. La tangenziale di Como è un’opera strategica per l’intera Lombardia, qui si produce Pil, qui vi è la più grande concentrazione di imprese d’Italia, e siamo pure una zona di confine. Dove investire sulle infrastrutture se non qui? È un’opera che è fondamentale per la movimentazione delle merci. Io insisto perché vi sia una presa di coscienza a livello territoriale dell’importanza del secondo lotto».

Ma 830 milioni sono tanti. Come reperirli? «È vero, ma un valido appiglio c’è - risponde Butti - Dobbiamo collegarci alle opere per le Olimpiadi 2026. Sarebbe la chiave di volta che permetterebbe di concretizzare questo intervento così necessario».


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