Taranto e ritorno in tre giorni  «Inutile trasferire i migranti»
Il centro di accoglienza gestito da prefettura, Croce rossa e Caritas in via Regina Teodolinda

Taranto e ritorno in tre giorni

«Inutile trasferire i migranti»

Flavio Bogani denuncia il viaggio forzato di uno straniero - Prima il trasferimento forzato in Puglia, subito dopo il rientro in treno

Como

Continuano le polemiche circa il trasferimento di migranti con i pullman verso il Sud Italia avvenuto lunedì a Como.

Flavio Bogani, l’animatore estivo della mensa di Sant’Eusebio, ha raccolto la testimonianza di un ragazzo portato a Taranto e rientrato nella serata di giovedì: «Il giorno 20 febbraio, è stato fermato in strada a Como dalla Polizia, e successivamente è stato trasferito a Taranto. La sera del 23 era già ritornato in città a sue spese».

A titolo di prova, Bogani ha pubblicato sul suo profilo le foto dei biglietti del treno. «Il giovane in questione ha sostenuto di essere passato per un Cas in Italia, e poiché ne è uscito (non so per quale motivo sia partito), ha perso il diritto a esserne riaccolto». Bogani, come altre associazioni ed enti nei giorni scorsi, critica fortemente la pratica, in atto in città dallo scorso mese di luglio: «Qual è il senso di questi trasferimenti obbligati su e giù per l’Italia, che oltre che ledere la libertà della persona, la mettono solo nelle condizioni di aggravare il proprio stato d’indigenza e difficoltà? Ma siamo proprio sicuri che le misure messe in atto nelle strutture di accoglienza siano tali da garantire alla persona di essere cosciente dei suoi diritti, dei suoi doveri e delle responsabilità che ne conseguono?»

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