Tempo di bilanci: il bello del 2015 Giovani, ripresa, volontariato
La festa Marker all’Arena del Sociale, uno degli eventi positivi del 2015, secondo Salvatore Amura

Tempo di bilanci: il bello del 2015
Giovani, ripresa, volontariato

Dal sociale alla cultura, dal lavoro al welfare: Como volta pagina e guarda al 2016 con ottimismo - Bernasconi (Caritas): «Siamo troppo concentrati su noi stessi». Larghi (Cisl): «Anno faticoso, ma c’è più lavoro»

Finito l’anno vecchio, inizia quello nuovo: tempo di bilanci. Un buon momento per riflettere su quanto accaduto nel 2015 e mettere da parte qualche spunto o idea per i dodici mesi che si sono aperti. Un esercizio, leggero e forse senza troppe pretese, in ogni caso utile e interessante. Cosa tenere? Cosa buttare? Buoni auspici per il 2016 appena cominciato?

Giovani talenti e solidarietà

Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana, ha riscontrato una continuità con il 2014: «Né meglio, né peggio. Si sta arrancando, provando a intravedere anche per Como qualcosa capace di mettere fine a un tunnel di fatica. Forse, però, è più un desiderio e non la realtà. Ormai, dovremmo rivedere i nostri obiettivi e standard, purtroppo ancora tarati sull’idea che, se riprende il consumismo, si risolvono i problemi. Invece, dobbiamo riuscire a recuperare la socialità della nostra città. Ognuno di noi è concentrato su se stesso e non pensa al prossimo».

Non esiste, sottolinea ancora Bernasconi, soltanto la povertà materiale: «C’è e si vede benissimo, mi riferisco a quella morale, insita dentro di noi, ci impedisce di affrontare la realtà nel modo giusto. Vorrei, a questo proposito, ricordare il funerale di Antonio, un clochard storico in città. La chiesa di San Rocco era piena, significa che la povertà ha creato socialità. Certo, è una strada complicata. Ma bisogna provare a percorrerla».

«Che anno è stato il 2015? Mettiamola così, è stato positivo o almeno migliore del precedente», è il parere di Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl dei Laghi, circa il mondo del lavoro.

«Si può sospettare - continua il sindacalista - che l’economia stia iniziando lentamente a uscire dalla crisi e a impostare un sistema nuovo. Si sono avuti più posti di lavoro e sono incrementate le stabilizzazioni. Un anno faticoso, ma comunque positivo. Dopo aver toccato il fondo, al posto di scavare abbiamo cominciato a risalire».

Leggi il servizio completo e le interviste su La Provincia in edicola sabato 2 gennaio


© RIPRODUZIONE RISERVATA