Terza dose, un flop

Prenotato soltanto

il 10% degli over 80

VacciniIl richiamo fatto da cinquemila anziani comaschi

Ora anche le case di riposo hanno ricevuto le fiale

Il Green pass lunedì ha spinto 343 persone a proteggersi

Da inizio mese solo un ottantenne su dieci si è prenotato per la terza dose.

La terza fase della campagna non decolla e la Regione sta studiando nuove leve per convincere la popolazione. Sono 5.250 gli over 80 comaschi (su più di 48mila persone) ad aver fatto per la terza volta la vaccinazione anti Covid, tutte persone che tra febbraio e marzo erano accorse negli hub per mettersi al riparo dalla pandemia. Gli over 80 comaschi coperti dalle due dosi sono invece il 92%. Ma la pandemia, adesso, sembra spaventare molto meno che lo scorso inverno e non è più una leva per convincere le persone a proteggersi.

E nonostante numeri di contagi bassi - merito dei vaccini - gli esperti e le autorità sanitarie si affannano a ripetere che nella terza età e nei soggetti fragili la copertura vaccinale dal sesto mese in poi inizia a calare, soprattutto per chi ha fatto Pfizer e dunque è importante alle porte dell’inverno immunizzarsi di nuovo e fissare le difese nel tempo, proprio per scongiurare una nuova ondata.

Nonostante il Covid resti un pericolo (pur di fronte a numeri che in provincia sono anche più confortanti rispetto al panorama lombardo e nazionale) anche i pazienti immuno compromessi non si stanno più prenotando.

Antinfluenzale e anti Covid

Non spinge la prenotazione per la terza dose neppure la possibilità, per gli over 80 e per i pazienti fragili , di ricevere contestualmente all’anti Covid anche l’antinfluenzale.

All’orizzonte, già dalla prossima settimana, terze dosi e antinfluenzale interesseranno anche tutti gli over 65 nella speranza l’adesione alla campagna di protezione sia maggiore. Da questa settimana possono prenotare la terza dose anche i sanitari, ospedalieri, medici, farmacisti, operatori socio sanitari. Ma non c’è la corsa al vaccino, nessun furbetto che spera di saltare la fila come accadeva invece a inizio anno.

Nel frattempo le terze dosi sono sbarcate anche nelle Rsa. I primi quantitativi sono arrivati per esempio alla Ca’ d’Industria che procedendo con le prima somministrazioni. «Noi siamo felici di fare le terze dosi – spiega Marisa Bianchi, direttrice della Fondazione Ca’ d’Industria – l’adesione tra gli ospiti, forti del consenso delle famiglie, è buona. Non è invece maggioritaria tra gli operatori. Senza la pressione delle terribili ondate manca la voglia di vaccinarsi di nuovo. Ma è un errore». Si ricorda che la terza dose si può ricevere solo dopo sei mesi dalla seconda e che in questa terza fase della campagna si sta utilizzando soltanto Pfizer.

L’effetto Green pass

Nel mentre dopo un aumento pur lieve delle vaccinazioni anti Covid in corrispondenza dell’introduzione dell’obbligo del Green pass sui luoghi di lavoro, soprattutto la scorsa settimana, le prime dosi si sono di nuovo fermate. Lunedì 343 cittadini hanno deciso finalmente di fare il vaccino tra via Napoleona, Lariofiere, Lurate Caccivio e Mariano. Poco per scalfire quel 12% di comaschi oltre i 12 anni convintamente no vax. La minoranza di cittadini ostinatamente contrari ai vaccini continua a preferire il tampone per ottenere il certificato verde pur dovendo fare la fila, a pagamento, in farmacia.


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