Tesoro di Como, ecco cosa vedremo
In mostra al museo ma non si sa quando

Il progetto prevede 50 delle mille monete ritrovate, anelli, orecchini e un lingotto in oro

Il “tesoro di Como” come è stato ribattezzato il ritrovamento in via Diaz prende forma. Comune e Soprintendenza hanno infatti siglato un accordo per la valorizzazione del ritrovamento nelle fondamenta del teatro Cressoni e, nel testo, viene svelato per la prima volta cosa potranno vedere comaschi e turisti che si recheranno al Museo Giovio.

Nel dettaglio verranno esposti tra i 40 e i 50 “solidi”, in pratica monete d’oro rappresentative delle differenti emissioni ed esemplificative per tematiche rispetto al ritrovamento di ben mille pezzi. Ci sarà anche il contenitore in pietra ollare con il relativo coperchio, all’interno del quale era contenuto il materiale ritrovato. E ancora nelle vetrine blindate che saranno installate in via Vittorio Emanuele, all’interno dello spazio dell’ex chiesa delle Orfanelle, verranno esposti tre anelli in oro e altrettanti orecchini oltre a un frammento di lingotto, sempre in oro e a una goccia. Il tutto con pannelli e didascalie anche sulla Como dell’epoca.

Il progetto, per ora provvisorio, comprende anche due frammenti di iscrizioni monumentali, un capitello, un tombino in pietra con annessa canaletta e dieci frammenti di decorazione architettonica. Completano l’elenco circa quaranta reperti (frammenti ceramici, vietri e in pietra ollare oltre a uno stilo in osso) relativi alle fasi di età romana e venti frammenti di lastrine marmoree di rivestimento di pavimenti e pareti.

L’accordo - che sarà valido per dieci anni - è stato firmato dal sindaco Mario Landriscina e dal Soprintendente Luca Rinaldi. Il Comune si dovrà occupare della gestione, sicurezza, conservazione e manutenzione dei reperti e degli allestimenti secondo gli indirizzi forniti dalla Soprintendenza che, dal canto suo, ha già predisposto il progetto scientifico fornendo anche indicazioni dettagliate sul percorso espositivo (curato da Barbara Grassi e Grazia Facchinetti). Entrambi gli enti collaboreranno per «ricercare e incoraggiare ogni possibile forma di collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati per il reperimento di fondi destinati agli interventi conservativi della chiesa delle ex Orfanelle e alla valorizzazione dei beni oltre alla definizione di iniziative per il pubblico.

Incertezza, almeno per ora, sui tempi di apertura del nuovo spazio espositivo. Inizialmente nelle intenzioni di Palazzo Cernezzi il tesoro romano avrebbe dovuto essere esposto entro la fine dell’anno (si era anche parlato di una mostra temporanea a Villa Olmo, poi accantonata). La nuova tempistica parla della prossima primavera, ma molto dipenderà dai tempi di adeguamento delle sale e dagli interventi strutturali sul museo cittadino che

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