Ticosa, 350mila euro
per 200 posteggi

La giunta ha chiesto a Como Servizi Urbani di valutare il costo per la riapertura del parcheggio. Gran parte dell’area è inutilizzabile a causa degli scavi. E per rientrare dall’investimento ci vogliono anni

Il piano B che sta mettendo a punto la giunta di Palazzo Cernezzi qualora la trattativa con Multi naufragasse rischia di non essere indolore.

L’esecutivo ha dato mandato nelle scorse settimane all’assessore all’Ambiente Bruno Magatti di chiedere alla Como Servizi Urbani, la società che gestisce i parcheggi a pagamento per conto del Comune, di quantificare il costo degli interventi per una possibile riapertura del parcheggio sull’area della ex tintostamperia.

A nove anni dall’abbattimento del corpo a C è stata effettuata (è in fase conclusiva la famigerata cella 3) la bonifica del sottosuolo che si è rivelata molto più lunga, costosa e complicata viste anche incongruenze tra il piano originario di modifica e quanto poi emerso in sede di scavo. È stata aperta una trattativa con Multi, arrivata alla presentazione di un progetto alternativo a quello con cui si aggiudicò, nel 2006, la gara per l’acquisto dell’area. Ridimensionato in termini di volumi, ma anche di incassi per l’amministrazione: da 14 milioni di euro si scende a 7, con una sensibile modifica delle opere connesse.

La stima sulla possibile riapertura del parcheggio passa dall’analisi delle condizioni attuali in cui si trova l’area. Ci sono zone in cui non è possibile ipotizzare parcheggi se non con la posa innanzitutto di materiali di riempimento nei grossi scavi. Nel complesso, da quanto trapela, sarebbero circa 200 i posti auto recuperabili, soprattutto nella zona al di sotto del cimitero, rimasta praticamente pianeggiante. E per procedere all’asfaltatura, alla delimitazione degli spazi, alla creazione degli accessi e delle uscite, si parla di circa 350mila euro.

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