Tornare all’università dopo i 50 anni
A Como sono 34, studiano legge e fisica

La metà ha scelto la triennale, ce ne sono anche cinque over 60 e quattro oltre i 70 anni

Concludere un percorso, mettersi in gioco, sanare una ferita o aver bisogno di specializzarsi per proseguire nel percorso professionale.

Sono tante le motivazioni che portano gli over cinquanta a frequentare l’università. Alla base, però, c’è un elemento comune: l’amore per il sapere.

Così, anche all’Insubria, è nutrita la pattuglia di chi decide di riprendere in mano i libri e provare a raggiungere la laurea a un’età in cui i genere sono i figli a discutere la tesi. Considerando le due sedi, Varese e Como, il numero supera la novantina.

In riva al Lario sono 34, di cui la metà esatta iscritta alla triennale. Guardando invece le materie, il diritto fa la parte del leone: in 14 frequentano Giurisprudenza e in sette Scienze giuridiche.

Ma c’è anche chi, in sei per la precisione, hanno deciso d’affrontare lo scoglio di Fisica.

Sempre a Como, per quanto riguarda l’età, sono quattro gli over settanta, mentre in cinque hanno almeno sessant’anni.

«Parlo con molti di loro - spiega la docente di Fisica dell’Insubria e delegata per la comunicazione Michela Prest – e la motivazione principale è proprio l’amore per il sapere. La Fisica, per esempio, è una scienza dura che spiega come funziona la natura e desta nelle persone il desiderio di capire. Senza dubbio è un percorso complicato e certo faticoso. Ma, quando parlo con queste persone, mi sottolineano la loro passione».

In generale, sono sempre più le persone che si iscrivono di nuovo, o per la prima volta, all’università dopo i 30, 40 o 50 anni. La tendenza esiste a livello nazionale e da qualche anno si registra una crescita costante di matricole attempate.

La necessità di un inquadramento lavorativo preciso, per i più giovani, si somma alla voglia di soddisfazione personale. Non va però dimenticato il desiderio di rivalsa soprattutto per chi i n passato non ha avuto la possibilità, per motivi economici magari, di frequentare l’università.

Una condizione cambiata oggi, che consente di sedersi in aula. «Alcuni sono già in pensione e non hanno motivi lavorativi – continua Prest – l’intenzione è mettersi in gioco insieme ai ragazzi. Sono bravissimi studenti, molto precisi, convinti e che amano seguire le lezioni in presenza. Sono persone da ammirare perché, a così tanti anni di distanza, è necessario riallenare il cervello».

All’Insubria non è previsto nessuno sconto sulle tasse per gli over cinquanta. Oltre al fondo di emergenza, sono previsti sconti sulla contribuzione per chi dichiara redditi da venti a trentamila euro: in questo caso l’ateneo ha definito più scaglioni in modo da creare gruppi omogenei rispetto alle richieste, con sconti graduali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA