Tutto esaurito negli ospedali
«Rischio collasso per l’Epifania»

Quarto giorno di super lavoro nei reparti di emergenza. Temperature in calo: si teme il peggio per i prossimi giorni

Quarto giorno di super lavoro negli ospedali, complice l’epidemia influenzale (più aggressiva del passato), il freddo e gli “eccessi” delle feste natalizie.

Numerosi anche ieri gli accessi al Pronto soccorso del Sant’Anna e del Valduce (si registra solo un lieve calo rispetto alle giornate precedenti) ma la preoccupazione è tutta rivolta al “ponte” dell’Epifania.

Potrebbe infatti scatenarsi la tempesta perfetta, visto che gli ambulatori di medici e pediatri resteranno chiusi per quattro giorni consecutivi: giovedì 5 gennaio in quanto giornata prefestiva, poi il 6, sabato 7 e domenica 8. L’alternativa c’è e si chiama guardia medica - il numero è 840.000.661 - ma continua a non essere molto gettonata dai comaschi, così il rischio è un sovraffollamento da record negli ospedali (già in questi giorni si è sfiorata quota 300 accessi nelle 24 ore a San Fermo, con attese superiori a 12 ore). Al Sant’Anna e a Cantù, in vista delle nuove giornate di fuoco, sono scattati piani di emergenza: aumentata la dotazione di letti e barelle, rinforzati gli organici.

Lo stesso vale per il Valduce (anche nelle ultime ore si è ripetuto il problema delle ambulanze bloccate a lungo per l’assenza di barelle pronte ad accogliere i pazienti), in più la struttura di via Dante annuncia anche lo stop agli interventi chirurgici programmati.

«Ai nostri operatori, medici e infermieri va un plauso per la dedizione che stanno dimostrando, fanno molto più del dovuto - sottolinea il direttore generale dell’Asst Lariana Marco Onofri - La governance generale spetta all’Ats, noi abbiamo cercato di individuare le criticità interne e le rispettive soluzioni. Mi riferisco alla dotazione aggiuntiva di personale e di barelle, ma anche alla richiesta formulata a tutti i primari e direttori di dipartimento. Abbiamo chiesto loro di organizzarsi in modo tale da evitare un rallentamento delle procedure di accettazione e dimissione; tutto deve svolgersi secondo i normali standard anche nei weekend e nei giorni delle feste natalizie».

Oltre a tamponare l’emergenza, l’azienda sta pensando a misure più strutturali, da mettere in campo nei prossimi mesi: «Credo molto nelle aggregazioni funzionali territoriali (Aft), nel nuovo anno vorremmo realizzarle per poter mettere insieme i medici di famiglia, gli ospedalieri, gli specialisti, e farli lavorare in modo coordinato. Come sede penso anzitutto alla cittadella sanitaria in via Napoleona».

Le criticità non stanno emergendo solo a Como, in questi giorni, ma mettono in luce un problema più generale, “di sistema”. L’assessore regionale Giulio Gallera ammette: «C’è stato un picco di influenza che ha portato tutti i Pronto soccorso della Lombardia a un grande sovraffollamento. Abbiamo attivato le procedure di emergenza, richiamando il personale in ferie e aumentando le ore di presenza con gli straordinari. Invito i soggetti a rischio, anziani e malati cronici, a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. Si è ancora in tempo». Siamo vicinissimi al picco dell’epidemia, il vaccino garantisce la copertura dieci giorni dopo l’iniezione.

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