Tutto esaurito negli ospedali «Rischio collasso per l’Epifania»
Como affollamento al pronto soccorso dell'Ospedale Sant'Anna (Foto by Carlo Pozzoni)

Tutto esaurito negli ospedali
«Rischio collasso per l’Epifania»

Quarto giorno di super lavoro nei reparti di emergenza. Temperature in calo: si teme il peggio per i prossimi giorni

Quarto giorno di super lavoro negli ospedali, complice l’epidemia influenzale (più aggressiva del passato), il freddo e gli “eccessi” delle feste natalizie.

Numerosi anche ieri gli accessi al Pronto soccorso del Sant’Anna e del Valduce (si registra solo un lieve calo rispetto alle giornate precedenti) ma la preoccupazione è tutta rivolta al “ponte” dell’Epifania.

Potrebbe infatti scatenarsi la tempesta perfetta, visto che gli ambulatori di medici e pediatri resteranno chiusi per quattro giorni consecutivi: giovedì 5 gennaio in quanto giornata prefestiva, poi il 6, sabato 7 e domenica 8. L’alternativa c’è e si chiama guardia medica - il numero è 840.000.661 - ma continua a non essere molto gettonata dai comaschi, così il rischio è un sovraffollamento da record negli ospedali (già in questi giorni si è sfiorata quota 300 accessi nelle 24 ore a San Fermo, con attese superiori a 12 ore). Al Sant’Anna e a Cantù, in vista delle nuove giornate di fuoco, sono scattati piani di emergenza: aumentata la dotazione di letti e barelle, rinforzati gli organici.

Lo stesso vale per il Valduce (anche nelle ultime ore si è ripetuto il problema delle ambulanze bloccate a lungo per l’assenza di barelle pronte ad accogliere i pazienti), in più la struttura di via Dante annuncia anche lo stop agli interventi chirurgici programmati.

«Ai nostri operatori, medici e infermieri va un plauso per la dedizione che stanno dimostrando, fanno molto più del dovuto - sottolinea il direttore generale dell’Asst Lariana Marco Onofri - La governance generale spetta all’Ats, noi abbiamo cercato di individuare le criticità interne e le rispettive soluzioni. Mi riferisco alla dotazione aggiuntiva di personale e di barelle, ma anche alla richiesta formulata a tutti i primari e direttori di dipartimento. Abbiamo chiesto loro di organizzarsi in modo tale da evitare un rallentamento delle procedure di accettazione e dimissione; tutto deve svolgersi secondo i normali standard anche nei weekend e nei giorni delle feste natalizie».

Oltre a tamponare l’emergenza, l’azienda sta pensando a misure più strutturali, da mettere in campo nei prossimi mesi: «Credo molto nelle aggregazioni funzionali territoriali (Aft), nel nuovo anno vorremmo realizzarle per poter mettere insieme i medici di famiglia, gli ospedalieri, gli specialisti, e farli lavorare in modo coordinato. Come sede penso anzitutto alla cittadella sanitaria in via Napoleona».

Le criticità non stanno emergendo solo a Como, in questi giorni, ma mettono in luce un problema più generale, “di sistema”. L’assessore regionale Giulio Gallera ammette: «C’è stato un picco di influenza che ha portato tutti i Pronto soccorso della Lombardia a un grande sovraffollamento. Abbiamo attivato le procedure di emergenza, richiamando il personale in ferie e aumentando le ore di presenza con gli straordinari. Invito i soggetti a rischio, anziani e malati cronici, a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. Si è ancora in tempo». Siamo vicinissimi al picco dell’epidemia, il vaccino garantisce la copertura dieci giorni dopo l’iniezione.

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