Un film sulla scuola che chiude: «Così diamo voce ai bambini»
Ponte Chiasso Un ex alunno del plesso, insieme a un gruppo di studenti realizza un documentario per raccontare la battaglia della comunità
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Un documentario indipendente per non consegnare all’oblio la voce dei bambini e la storia di una comunità. A Ponte Chiasso, la notizia del rigetto del ricorso da parte del Tar contro la chiusura della primaria “Paolucci De Calboli” ha gelato famiglie e insegnanti. La riorganizzazione scolastica decisa dalla giunta Rapinese prosegue, ma contro la chiusura del plesso è nato un progetto cinematografico coordinato dal ventiduenne Michele Alberio insieme a un gruppo di giovani universitari.
«L’idea è nata perché io ho frequentato quella scuola da piccolo e dopo di me l’ha frequentata anche mia sorella - racconta Alberio -. Sapevo del rischio di chiusura, una spada di Damocle che pende da tempo. Ci sembrava una follia che venisse semplicemente chiusa e dimenticata per gli obiettivi di un sindaco del tutto irragionevole. Siamo anche riusciti a parlare direttamente con il primo cittadino durante lo sgombero della scuola in via Fiume: abbiamo registrato quell’interazione mentre intervistavamo un maestro e le sue parole finiranno direttamente nel film. Ai nostri dubbi ha risposto che l’istituto sarebbe rimasto chiuso del tutto. In realtà la scuola è ancora parzialmente aperta, ma aver registrato quella sua reazione è stata una grande fortuna per il nostro lavoro». Un’opera che intende andare ben oltre la semplice protesta politica. «L’anima del progetto è doppia: non volevamo fare un’opera reazionaria, ma un documentario attivo - sottolinea Alberio -. La parte principale è costituita dai video registrati durante quattro giorni di laboratori di autonarrazione svolti con i bambini. Ne sono scaturite storie bellissime sui loro sogni per un istituto migliore. L’idea che i bambini non debbano elaborare il lutto della chiusura è priva di senso: la scuola è la loro casa ed è un trauma vederla chiudere». Nel lungometraggio non mancheranno le testimonianze e il materiale d’archivio. «Abbiamo ottenuto l’accesso alle registrazioni dei consigli comunali in cui il sindaco parlava della scuola, recuperate grazie all’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan” che archivia i filmati istituzionali destinati altrimenti ad essere cancellati. In totale abbiamo settantaquattro ore di girato e stiamo lavorando per uscire entro l’anno, puntando a proiettare la prima all’Astra. Vogliamo dare voce a chi non ce l’ha: l’opera si aprirà con le parole di un bambino che ha ricordato come queste siano storie di piccoli a cui i grandi non danno importanza. La scuola di Ponte Chiasso è una realtà unica di periferia, preziosa per l’integrazione dei minori non italofoni e strutturata per accogliere al meglio bambini con disabilità, come mia sorella, che potevano decomprimere senza la pressione di classi sovraffollate. Privare la comunità di questo spazio significa impoverirla per sempre».
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