Una “strage” di alberi al San Martino
«Tutto regolare, ne pianteremo altri»

Ats Insubria decide l’abbattimento di un primo filare di tigli per ragioni di sicurezza - Il Comune chiede chiarimenti mentre i lavori vengono sospesi: «Erano piante a rischio»

Una “strage” di alberi al San Martino «Tutto regolare, ne pianteremo altri»
L’area interessata dall’intervento di disboscamento deciso da Ats per ragioni di sicurezza
(Foto di butti)

Como

Non è un bel vedere il parco del vecchio San Martino all’indomani della “sforbiciata” con cui quelli di Ats hanno proceduto all’abbattimento di un intero filare di tigli nei pressi dell’hospice. Il repulisti - all’interno di una delle aree verdi non solo più belle ma anche più amate del capoluogo, nonostante la sua relativa inaccessibilità - non è passato inosservato. I primi ad alzare la mano per chiedere spiegazioni sono stati quelli del Coordinamento nazionale alberi e paesaggio onlus, il “Conalpa”, la cui presidentessa, Anna Ballerini , ha scritto e al sindaco Mario Landriscina e alla direzione di Ats Insubria per chiedere da una parte spiegazioni, dall’altra la sospensione dei lavori «in attesa di poter visionare gli atti tecnici» che avevano portato a una decisione tanto drastica.

Era stato poi il consigliere Pd Stefano Fanetti a fare proprie le richieste di delucidazione avanzate dal Conalpa chiedendo lumi anche in Comune, e ottenendo da Ats una risposta scritta in seguito all’interessamento dell’assessore al Verde Paolo Annoni . Così il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Lucas Maria Gutierrez : «Gli interventi di sostituzione delle essenze arboree presenti lungo alcuni viali del complesso (...) sono stati dettati da valutazioni legate in primis alla tutela dell’incolumità dei fruitori dell’area ed alla constatazione di alcuni schianti registrati nel corso degli ultimi anni che, fortunatamente, non hanno cagionato danni a cose o persone».

Gutierrez fa anche riferimento a uno studio agronomico del febbraio 2019, precisando che il taglio è stato autorizzato anche dalla Soprintendenza: «L’ipotesi di conservazione delle essenze non avrebbe garantito totale sicurezza, avrebbe comportato la necessità di effettuare interventi manutentivi periodici, protratti nel tempo e molto onerosi». Diverso il discorso per il filare fronteggiante la chiesa, « per il quale è previsto un intervento conservativo, atteso il livello di robustezza e vitalità».

Sempre secondo quanto riferito da Ats, le nuove essenze saranno piantate a primavera, quando si provvederà anche all’installazione e all’attivazione di un impianto di irrigazione per garantire un migliore attecchimento: «Si segnala infine - scrive ancora il direttore di Ats nella risposta indirizzata al Comune e a Conalpa - che sono momentaneamente sospese tutte le attività del secondo lotto», quello che riguarda l’area del campo sportivo.

Nessuna delle piante abbattute era ovviamente iscritta sul registro degli alberi monumentali, anche se una parte almeno del parco dell’ex ospedale psichiatrico - stante il Pif, cioè il “Piano di indirizzo forestale” della provincia di Como - è da considerarsi area “boscata”, e come tale sottoposta al vincolo previsto dalla legge Galasso, vale a dire il Codice dei beni culturali e del paesaggio.

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