«Un’estate a lavorare alla funicolare  Ma l’agenzia non ci ha dato un euro»
Una delle ragazze che hanno svolto il servizio di assistenza ai passeggeri della funicolare (Foto by butti)

«Un’estate a lavorare alla funicolare

Ma l’agenzia non ci ha dato un euro»

Cinque studenti comaschi hanno assistito turisti e viaggiatori senza essere pagati

Un lavoro estivo per pagarsi gli studi o mettere via i soldi per le vacanze dell’anno successivo. Per cinque ragazze e ragazzi comaschi un impegno che si è tramutato in una beffa. Perché le ore trascorse sotto il sole, lo scorso anno, a fare assistenza ai turisti, passeggeri della funicolare Como-Brunate, non sono mai state loro pagate. E, anche se non parliamo di cifre clamorose, anche solo per questione di principio ora hanno deciso di passare alle vie legali, dopo aver denunciato il fatto all’ispettorato del lavoro di Como.

Cominciamo dal principio, ovvero dalla decisione di Atm, l’Azienda dei trasporti milanesi che ha in gestione il servizio funicolare, di affiancare ai dipendenti giovani hostess e steward per l’assistenza ai turisti. Per far ciò la società di trasporti ha affidato alla Bi-event di Veggiano, provincia di Padova, l’incarico di reperire il personale.

Detto, fatto, alla stazione di Como e a quella di Brunate iniziano a lavorare cinque studenti comaschi. A cui viene proposto loro un contratto non propriamente vantaggioso: 7 euro all’ora per 6 ore consecutive di lavoro con pagamento a 60 giorni e con il divieto tassativo di comunicare a terzi il contenuto del contratto stesso, pena una “multa” fino a 5mila euro. I ragazzi, tutti studenti scelti per la loro conoscenza delle lingue straniere, trascorrono così luglio e agosto a lavorare: «Un lavoro molto ben fatto - fanno sapere dall’ufficio stampa di Atm - Siamo stati particolarmente soddisfatti del servizio».

Finito il periodo estivo, ecco scattare il termine dei 60 giorni per il pagamento di quanto dovuto. C’è chi deve incassare 800 euro, chi un migliaio. Soldi su cui questi ragazzi, com’è comprensibile, fanno affidamento. E invece, nulla.

I giovani cominciano a contattare la società, ma senza successo. Qualche promessa, alcuni «i soldi arriveranno», ma ad oggi ancora non è arrivato nulla. Né, almeno allo stato, ha servito alcun effetto la denuncia presentata all’ispettorato del lavoro di Como da parte di alcuni di loro. Atm, contattata per sapere se fosse stata a conoscenza del problema, attraverso l’ufficio stampa ha fatto sapere non solo di aver avuto notizia di quanto avvenuto, ma anche di aver provveduto a inserire la Bi-event in una blacklist: «Noi abbiamo regolarmente pagato il servizio. Non ci rivolgeremo più a loro. Ci spiace tantissimo per i ragazzi che hanno svolto un lavoro così efficiente, senza essere pagati».

Al numero della Bi-event, per contro, non risponde nessuno. Anzi, sul sito compare un annuncio di chiusura fino al 3 maggio causa emergenza Covid.


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