Università a Como?  L’85% trova lavoro  a un anno dalla tesi
Studenti neolaureati al chiostro di Sant’Abbondio (Foto by archivio)

Università a Como?

L’85% trova lavoro

a un anno dalla tesi

Insubria ai primi posti, la media è del 69,9%.Dopo la “magistrale” stipendio di 1.352 euro al mese. Quattro su dieci accetterebbero di spostarsi all’estero

Como

Gli studenti dell’Insubria dopo la laurea trovano lavoro, ma hanno anche un piede pronto alla partenza. Secondo l’ultimo rapporto AlmaLaurea a un anno dalla laurea magistrale l’84,9% degli universitari dell’ateneo metà comasco e metà varesino firma un contratto. Il tasso di occupazione è molto superiore alla media nazionale, ferma al 69,9%, il dato è anche migliore di tre punti percentuali se confrontato con quello del 2013.

Dopo la magistrale lavorano più donne che uomini, il gentile sesso però è penalizzato nella retribuzione, 1274 euro al mese contro 1447, lo stipendio medio è di 1352 euro.

Invece a un anno dalla laurea di primo livello il tasso di occupazione arriva al 65%, la media italiana è al 42,6%, certo la triennale garantisce posizioni lavorative più precarie, da 1155 euro mensili, ragion per cui più di un giovane su tre prosegue negli studi.

Per quanto riguarda il profilo di questi studenti si può dire che arrivano da famiglie del territorio appartenenti al ceto medio impiegatizio, hanno in mano diplomi soprattutto tecnici e di liceo scientifico, con voti più bassi rispetto ai loro colleghi italiani, del resto anche l’Insubria nei voti di laurea risulta essere più severa degli altri atenei dello stivale.

La voglia di muoversi e viaggiare è evidente non solo per l’ottima conoscenza linguistica, quasi otto studenti dell’Insubria su dieci dicono di scrivere bene in inglese quando in Italia la proporzione è tre su quattro, ma anche dalla disponibilità a trovare un lavoro lontano, anche molto, da casa. Il 41,5% dei laureati all’Insubria è pronto a fare le valigie per trasferirsi all’interno della Comunità europea, mentre uno su tre, il 32,3% per l’esattezza, non direbbe di no ad un contratto anche nel resto del mondo.


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