Vedetta Gdf  sul lago di Como   «Turisti imprudenti, vanno informati»
Una delle barche controllate ieri mattina, nella zona di villa Geno, da parte della motovedetta della Finanza (Foto by fotoservizio daniele butti)

Vedetta Gdf sul lago di Como

«Turisti imprudenti, vanno informati»

Sul motoscafo con la Guardia di finanza. Bimbi senza salvagente e barche troppo vicine a riva

La riva sarà lontana una cinquantina di metri, forse più. In quel punto il lago è profondo duecento metri. Sopra un paio di tavole da surf, trasformate in barche a remi, tre ragazzini - uno di loro è un bambino - giocano sotto lo sguardo del padre. Il luogotenente Alferio Meola - uno che sui motoscafi della finanza inseguiva a 70 nodi all’ora i contrabbandieri e i trafficanti nel canale d’Otranto - ferma i motori del motoscafo V3006 e si avvicina lentamente al gruppetto: «Bisogna avere con sé i giubbetti salvagente» spiega. I quattro non capiscono: sono turisti. L’informazione viene data in inglese, loro si scusano, e si avvicinano alla costa.

Controlli sui noleggiatori

«Con i turisti, purtroppo, capita spesso» racconta l’equipaggio della motovedetta del Reparto Operativo Aeronavale di Como che, ieri mattina, ci ha accompagnati in una missione di pattugliamento del lago per prevenire incidenti e comportamenti pericolosi. Quei comportamenti che, giusto una settimana fa, spinsero l’ex assessore Lorenzo Spallino a denunciare: «Il lago è un circo».

«Sono soprattutto i turisti, gli stranieri in particolare, a non rispettare le regole. Ma la colpa è di chi noleggia loro barche a motore o moto d’acqua e non li informa sulle norme che devono seguire. Spesso, quando riscontriamo comportamenti a rischio da parte dei turisti, poi ci rivolgiamo a chi ha noleggiato loro le imbarcazioni per imporre maggiore attenzione nelle informazioni da dare».

Chi non vive sul lago, ad esempio, rischia di non sapere che è vietatissimo l’uso del traino: «Avete presente le ciambelle trainate dai motoscafi? Sul lago di Como non si può fare, ma ogni tanto ci capita di trovare turisti che lo fanno».

Dall’inizio dell’anno a fine giugno le motovedette della finanza hanno eseguito 116 missioni sul lago di Como, il ramo fino a Bellagio in particolare. Cinquanta le imbarcazioni controllate - soprattutto nei fine settimana - e di queste 11 sono state sanzionate.

«Spesso interveniamo per avvisare e informare - spiega un ufficiale del Roan di Como - più che per sanzionare. A meno che i comportamenti che riscontriamo non siano particolarmente pericolosi. Ad esempio, chi corre troppo sotto costa viene multato sempre».

È un sabato mattina tutto sommato tranquillo, fanno notare i finanzieri, eppure in alcuni punti del lago c’è parecchio traffico. Quasi tutte barche a motore - qualche motoscafo particolarmente potente - e diversi bagnanti. Si capisce subito il rischio a procedere a motore sottocosta: «Spesso i bagnanti non si vedono neppure - spiega l’equipaggio - Non esiste un limite dove nuotare, ma tante volte ci è capitato di dover soccorrere nuotatori stremati nel tentativo di fare la traversata del lago». Complessivamente tra gennaio e giugno i finanzieri hanno soccorso 17 persone in difficoltà.

Dotazioni di sicurezza: un obbligo

Tra Cernobbio e Moltrasio un gommone procede a circa 10 nodi ma è troppo vicino alla costa: la motovedetta si piazza accanto e fa cenno di allontanarsi. Si alza una mano in cenno di scuse e l’imbarcazione va più al largo. Al largo di Torno viene fermata una barca per controlli: tutto in regola. «Dobbiamo dire che è davvero raro riscontrare irregolarità a bordo - proseguono i finanzieri - Di solito tutti hanno le dotazioni di sicurezza, rispettano i limiti di imbarco e hanno le carte in regola».

A villa Geno altro controllo: sulla barca due famiglie, sette persone in totale, con due bimbi piccoli stretti nei loro giubbotti salvagente: «Grazie per quello che fate» dicono dopo una veloce verifica delle carte di bordo («non tratteniamoli troppo, se no ai bambini viene il mal di mare» si raccomandano tra loro i finanzieri).

«Il Lario, assieme all’Iseo, è l’unico lago lombardo che non ha la Guardia costiera in estate - fa notare l’ufficiale delle fiamme gialle - Per cui noi, anche se abbiamo un compito di polizia economico e finanziaria e di controllo dei beni demaniali, ci occupiamo anche di far rispettare le regole sulla sicurezza della navigazione, assieme alla polizia di Stato e alla polizia provinciale». Respinta al mittente l’accusa di assenza di controlli: «Nel weekend c’è sempre qualche motovedetta, tra noi, la Questura e la polizia locale, in navigazione».

Passa un piccolo motoscafo con un ragazzo e una ragazza a bordo. Lui saluta i finanzieri. Chissà, magari era un modo per evitare i controlli.


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