Viadotto dei Lavatoi  Causa civile: politici esclusi e il Comune deve risarcire
Il viadotto dei lavatoi: dalla scorsa estate è chiuso al traffico pesante

Viadotto dei Lavatoi

Causa civile: politici esclusi
e il Comune deve risarcire

Respinto il procedimento contro gli ex assessori e dirigenti per difetto di giurisdizione. Ammesso invece il ricorso contro i progettisti e le imprese che realizzarono il ponte nel lontano 2003

Il Tribunale ha accolto l’istanza del Comune di Como che chiede di effettuare un accertamento tecnico preventivo sul viadotto dei lavatoi, ma ha rigettato il ricorso contro ex assessori e dirigenti dello stesso Comune.

Pietro Gilardoni, ex dirigente del Comune di Como, responsabile del settore Reti dal 2013 al 2016, Antonio Viola, nella stessa posizione dal 2009 al 2013, e gli ex assessori Daniela Gerosa (giunta Lucini), e Stefano Molinari (giunta Bruni), escono di scena perché il presidente del tribunale Anna Introini ha accolto l’eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dagli avvocati difensori. La loro esclusione, a cascata, ha fatto venire meno l’ipotesi di coinvolgimento anche delle giunte e dei consigli comunali degli ultimi anni.

Significa che il fondamento normativo su cui deve basarsi una eventuale procedimento contro di loro può essere riferito solo alle leggi in materia di appalti pubblici, e pertanto competente non è la magistratura ordinaria, ma eventualmente quella contabile, cioè la Corte dei conti.

Il presidente del Tribunale ha anche condannato il Comune di Como al pagamento di tremila euro a favore di ciascuna delle quattro parti per le quali è stato rigettato il ricorso.

Il procedimento invece è sta ammesso nei confronti di progettisti e collaudatori: Bruno Tarantola, dirigente dell’amministrazione provinciale, collaudatore tecnico amministrativo del viadotto, Massimiliano Galli, Antonio Capsoni e Bruno Capsoni, direttori dei lavori; e infine il Consorzio Cooperative costruzioni di Bologna, assegnatario dei lavori.

Il giudice ha peraltro autorizzato la chiamata in causa, entro il termine del 30 marzo, dell’impresa Cooperativa Buozzi, che nel 2003 aveva effettivamente costruito il ponte, nonché delle compagnie assicuratrici di tutti gli altri resistenti. Non ha ammesso la chiamata in causa degli ulteriori terzi individuati nella memoria depositata dal Comune (il famoso elenco dei 96). L’udienza è stata aggiornata all’11 aprile. Successivamente verrà nominato un consulente tecnico al quale verrà affidato l’incarico di eseguire una perizia sul ponte, al fine di stabilire per quali ragioni il viadotto si trova in queste condizioni.

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