Villa Geno, congelata l’asta per il lido  La Finanza acquisisce i documenti
L’assessore al Patrimonio del Comune di Como, Francesco Pettignano

Villa Geno, congelata l’asta per il lido

La Finanza acquisisce i documenti

Sotto inchiesta le gare per l’Open, per il ristorante la Spiaggia e per Villa Olmo. Accertamenti su una serie di società apparentemente legate tra loro e sempre presenti

Il ritardo del Comune nell’affidamento del lido di Villa Geno questa volta è stato provvidenziale. Perché tra le carte, prelevate dai finanzieri del nucleo tutela economica delle fiamme gialle di Como nell’ufficio patrimonio di Palazzo Cernezzi, ci sono, tra gli altri, proprio gli atti della gara per l’Open. Procura e Guardia di finanza hanno deciso di vederci chiaro sulle vicende che riguardano i lidi comaschi: Villa Olmo, il ristorante La spiaggia (annesso al lido di Villa Olmo) e, appunto, Villa Geno.

A spingere gli inquirenti ad acquisire le carte sull’Open la presenza, tra i partecipanti alla gara, della società Cafè Fleurs, già protagonista sia della controversa gara per il lido di Villa Olmo (su cui da mesi esiste un fascicolo per turbativa d’asta) sia, indirettamente, del ristorante La Spiaggia.

Partiamo dall’Open, destinato a restare chiuso questa estate. Alla gara hanno partecipato due società: Euroseta Fashion srl e la Cafè Fleurs (amministrata da Gianandrea Gandola e di proprietà di Carmine Giuliani al 50%, della Chops srl e della Ricoline srl al 25% ciascuno). La società ispirata dall’abbinata “fiori e caffè” è stata citata dai giudici del Tar in una sentenza sulla gara del Lido di Villa Olmo, diventata una sorta di esposto alla Procura di Como. La Cafè Fleurs aveva infatti partecipato alla gara per la gestione del Lido (che riapre ora grazie agli storici gestori) assieme ad altri otto concorrenti. Due di queste società (la Lido Como srl e la Factory Beach srl) sono risultate legate a loro volta alla Cafè Fleurs, nonostante le norme considerino una possibile turbativa d’asta la presenza di concorrenti in realtà legati da interessi comuni.

Come detto l’ipotesi investigativa iniziale, sollecitata dal Tar, è la turbativa d’asta. Tutto il resto appare, al momento, come il desiderio di approfondire un tema che sta diventando particolarmente caldo in città: la gestione di pezzi pregiati dell’amministrazione comunale da parte dei privati.


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