Violenze sulla moglie e sui tre figli
Lo allontanano, lui torna: ora è in cella

Vessazioni fisiche, morali, sessuali: il tribunale gli aveva intimato di stare alla larga - Ma il mancato rispetto del divieto gli ha schiuso le porte del carcere. Arrestato dai carabinieri

Violenze sulla moglie e sui tre figli Lo allontanano, lui torna: ora è in cella
La Procura ha ottenuto la custodia cautelare del padre “orco”
(Foto di archivio)

È finito al Bassone, arrestato dai carabinieri della compagnia di Como nella giornata di mercoledì, in esecuzione di una misura restrittiva in carcere emessa del giudice delle indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero Antonio Nalesso. Aggravamento di una precedente misura che già era stata notificata e che impediva all’indagato di avvicinare il proprio nucleo famigliare.

La storia di cui stiamo per scrivere è agghiacciante, come tante ne capitano purtroppo in questi anni, e ha come vittime le parti deboli di un nucleo famigliare, la compagna ma anche i bambini ancora molto piccoli. Indagine che è ancora all’inizio e che per il momento si basa soprattutto sul racconto fatto dalle parti lese. Non si possono fare i nomi, per tutelare l’identità sia della donna sia dei figli, compreso il bambino vittima presunta degli abusi.

La ricostruzione

I reati su cui la procura lariana sta indagando, se dovessero essere confermati, sono da togliere il fiato, perché oltre ai maltrattamenti in famiglia viene contestato anche un abuso sessuale su un bambino che oggi ha sei anni. Vicende accadute in un periodo compreso tra il marzo del 2021 e il 17 febbraio del 2022 quando la convivente si decise a raccontare tutto ai carabinieri.

In carcere è stato portato l’uomo, 30 anni, originario del Kosovo. Le scene di violenza sarebbero avvenute in danno della compagna, ma anche dei tre figli minori, due della coppia e uno avuto da una precedente relazione. Proprio quest’ultimo, sei anni, nel gennaio del 2022 sarebbe stato vittima di un abuso, costretto dal padre a compiergli pratiche sessuali. Ma, come detto, l’indagato deve rispondere anche dei maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente. Secondo quella che è l’ipotesi di reato sul tavolo della procura, avrebbe costretto la presunta parte offesa a pesanti vessazioni fisiche e morali, impedendole di lavorare, pretendendo che la stessa lo servisse in tutte le sue esigenze, anche quelle più piccole (la donna gli doveva allacciare le scarpe, prostrandosi dunque davanti a lui) e pure imponendole umilianti prestazioni sessuali, anche quando la donna era intenta ad allattare i figli ancora piccolissimi.

Non doveva riavvicinarsi

Secondo quanto riferito dalla vittima, in più, non mancavano violenze ed escandescenze contro i mobili della casa, il tutto di fronte ai tre figli minori dell’uomo, due avuti con la donna che ora lo accusa e uno in una precedente relazione.

Per tutti questi motivi, il trentenne del Kosovo era stato allontanato dai suoi familiari, con una misura cautelare che gli impediva di avvicinarsi a loro. La compagna e i figli erano stati portati in una struttura protetta almeno fino all’altro giorno quando – in seguito al mancato rispetto di questo misura – l’uomo è stato portato in carcere al Bassone come aggravamento della misura cautelare che era stata prevista per lui dal giudice delle indagini preliminari di Como. Nelle prossime ore verrà nuovamente sentito dal gip cui potrà spiegare la propria versione di quanto raccontato nelle carte che per ora lo accusano.

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