Volevano rinnovare la patente col trucco  Settanta camionisti rischiano il processo
Gli agenti della polizia stradale all’esterno della Motorizzazione durante il blitz del maggio 2017 (Foto by butti)

Volevano rinnovare la patente col trucco

Settanta camionisti rischiano il processo

L’esame per poter trasportare merci pericolose lo finiva il direttore della Motorizzazione

Como

Un candidato, all’esame per ottenere l’autorizzazione a guidare camion per trasporti pericolosi, sulle 25 domande della Motorizzazione aveva risposto soltanto a 3. E una l’aveva pure sbagliata. Alle altre ci ha pensato l’allora direttore Antonio Pisoni, che ha riempito le 22 caselle lasciate in bianco e, alla fine, si è congratulato con il camionista: esame passato.

Cercavano una scorciatoia per evitare quella scocciatura che è l’aggiornamento professionale - peraltro in una materia delicata come il trasporto di merci pericolose - obbligatorio per ottenere il rinnovo del permesso, ora rischiano di finire tutti quanti davanti a un giudice con l’accusa di falso in atto pubblico.

Sono una settantina i camionisti che in questi giorni stanno ricevendo l’avviso di chiusura indagini per la tranche loro dedicata sugli esami falsificati per i permessi di guida Adr (acronimo che sta per “Accord relatif au transport des merchandises Dangerous par Route”). Uno scandalo costato condanne pesanti, in primo grado, allo stesso ex direttore della Motorizzazione Antonio Pisoni (6 anni e 8 mesi) e ai responsabili dell’Autoscuola Luigi e dell’Autoscuola Catelli. Secondo l’accusa della Procura Pisoni accettava di buon grado il pagamento di “mance” (leggi mazzette), da parte delle autoscuole, non solo per chiudere un occhio, ma per dare fattivamente una mano ai candidati presentati dalla Luigi e dalla Catelli.


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