Ztl, annullate 66 multe “a grappolo”  «Il Comune doveva informare»
Multato 66 volte in due mesi per essere entrato in zona a traffico limitato con il permesso scaduto, un residente ha vinto la sua battaglia contro Comune e vigili (Foto by archivio)

Ztl, annullate 66 multe “a grappolo”

«Il Comune doveva informare»

Residente dimentica di rinnovare il pass e rimedia verbali per 6.300 euro.

Il tribunale: i verbali notificati in ritardo hanno alimentato l’errore

Se dimentichi di rinnovare il pass per la zona a traffico limitato e continui a entrare e uscire come nulla fosse, bene fa il vigile elettronico a multarti. Ma se dopo una settimana il Comune non ti ha ancora notificato nulla e i primi verbali ti arrivano a casa quasi due mesi più tardi, allora il discorso cambia.

Due giudici di pace di Como hanno accolto i ricorsi di un residente in città murata titolare di posto auto, contro le 66 multe - per una cifra complessiva superiore ai 6.300 euro - che si è visto recapitare a casa a partire dal 24 gennaio scorso per essere transitato in zona a traffico limitato senza permesso.

Succede che lo scorso anno l’automobilista dimentica di rinnovare il proprio permesso di transito in ztl. Complice il fatto che, per alcune settimane, non usa l’auto, quando ricomincia a entrare e uscire dal centro il vigile elettronico si annota il suo numero di targa e comincia a emettere contravvenzioni. Ma la polizia locale procede alla notifica delle multe soltanto quasi due mesi più tardi: la prima multa - tanto per comprendere i tempi - è del 12 dicembre scorso, la notifica a casa del 24 gennaio di quest’anno. E non a caso dopo il 24 gennaio le multe finiscono, perché l’automobilista si accorge della dimenticanza e corre a fare il rinnovo (che ottiene senza problemi). Ma, nel frattempo, aveva collezionato altre 65 contravvenzioni, con il postino costretto a suonare quasi quotidianamente per procedere alla consegna.

L’automobilista con casa e posto auto in centro decide di fare ricorso. Si presenta dall’avvocato Massimo Di Marco che presenta due ricorsi distinti: uno per 26 multe date tra il 12 dicembre e il 23 dicembre, l’altro per 40 multe dalla vigilia di Natale al 24 gennaio.

In un caso il giudice - che non ha ancora pubblicato le motivazioni della sentenza - ha accolto il ricorso, annullato tutte le multe, ma costretto l’uomo a pagare le spese di notifica delle stesse, considerate comunque un dovere in capo al Comune. Nell’altro caso le multe - riferite al periodo tra il 24 dicembre e il 24 gennaio - sono state tutte quante annullate con questa motivazione. È vero che l’errore dell’automobilista è «inescusabile», perché la data di scadenza del permesso è chiaramente stampata sullo stesso e che - quindi - le multe della prima settimana sono legittime (peccato che un altro giudice le abbia annullate). Ma è anche vero che il ritardo con cui il Comune di Como ha proceduto alla notifica dei verbali «ha alimentato e prolungato l’errore» del residente.

Scrive il giudice Dina Bianchi: «I ritardi e le difficoltà organizzative della pubblica amministrazione non devono ricadere a danno del cittadino, considerati anche i principi costituzionale che reggono l’azione amministrativa» ovvero di buon andamento e imparzialità.


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