Registro elettronico obbligatorio

Ma i professori non sono pronti

Da settembre nelle scuole sarà obbligatorio il registro elettronico. Ma metà dei professori dichiara di non essere pronto

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Como

Voti, assenze, note e giudizi dei professori, da settembre andranno su registro elettronico. La «razionalizzazione della spesa pubblica» perseguita dal decreto Monti un anno fa, procede: dopo le pagelle in formato elettronico e le iscrizioni online, a fine estate si prepara la prossima tappa della «dematerializzazione». Alla vigilia della nuova rivoluzione, però, le scuole sono in forte ritardo e le famiglie ancora disinformate.

Un’indagine di Kion lo dimostra. Quasi tutti sono consapevoli dell’obbligatorietà della norma (98% degli interpellati), ma solo poco più della metà degli interpellati ha già provveduto: di questi, l’11% ha appena acquistato il software, il 68% non ha ancora esteso la novità a tutte le classi e il 20% è fermo alla sperimentazione. Del 45% degli intervistati che dichiara di non aver ancora adottato alcuna soluzione, il 72% afferma che intende dotarsi di un software cercando una soluzione sul mercato, il 20% non ha le idee chiare e non riesce a fornire indicazioni in merito, mentre l’8% è convinto che ci sarà una proroga della scadenza di legge che consentirà di rimandare la decisione nel tempo.

E se la situazione delle scuole appare di forte ritardo, anche le famiglie sono poco informate: il 39% dei presidi che ha già introdotto la novità dichiara di non aver ricevuto nessun tipo di riscontro dalle famiglie. Ma dove un feedback c’è stato, il più delle volte (41%) è positivo

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