Sabato 05 Dicembre 2009

E Carmen canterà
per Como e Sondrio

di Sara Cerrato

Nel tempio scaligero e per di più nella data più “sacra” ai melomani dell’intero globo terracqueo, il 7 dicembre, in occasione della prima della stagione operistica, irrompe il teatro visionario e materico di Emma Dante, la regista e drammaturga siciliana fortemente voluta dal sovrintendente Stephane Lissner alla regia della «Carmen» di Bizet. La scelta di una firma così innovativa e capace di soluzioni “estreme” e spesso urticanti, ha destato curiosità e qualche apprensione. Chi conosce il pluripremiato teatro della Dante sa che le sorprese non mancheranno. La stessa regista ha dichiarato di non aver mai visto un’opera e di non essere mai entrata alla Scala. Cosa aspettarci dunque? Di certo nulla di convenzionale, ma piuttosto atmosfere passionali, decadenti, ben oltre la putredine gattopardesca che abbiamo già colto in «Carnezzeria», «Mpalermu» e altri allestimenti della Dante, in un Sud che è vicino e lontanissimo nel tempo e nello spazio. All’aprirsi del sipario capiremo se la sperimentazione che è impressa nel dna della regista si possa applicare anche alla liturgia del melodramma targato Scala.

v.fisogni

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