Sabato 06 Febbraio 2010

"Basaglia e la psichiatria:
la riforma non è conclusa"

di Claudio Cetti

Franco Basaglia, a cui si ispira la fiction in onda su Raiuno, è stato il leader di spicco del movimento di rinnovamento in psichiatria, nato alla fine degli anni '60, ma impostosi nel decennio successivo. Grazie alle maggiori conoscenze sui problemi della salute psichica e sulle modalità di cura, si era visto che si potevano trattare anche patologie gravi e apparentemente croniche. E che, soprattutto, si poteva tentare il recupero dei soggetti sofferenti, mediante la loro inclusione nella società. Fino a quel momento chi entrava in manicomio - diventato a tutti gli effetti ospedale a fine anni sessanta - aveva davanti a sé la prospettiva della esclusione dal tessuto sociale. L'incertezza diagnostica faceva sì che i manicomi accogliessero non solo malati, ma anche persone povere o sbandati: soggetti che avevano bisogno di un'assistenza che la comunità non era in grado di offrire. Il movimento nato negli ospedali psichiatrici di cui Basaglia era capofila, ha immaginato che le problematiche psichiche potessero essere ricondotte alla comunità sociale. Si era visto che la reclusione manicomiale, favoriva la cronicità: separato dalla famiglia, dalla rete delle relazioni, dal lavoro il soggetto perdeva la voglia di vivere. I malati si lasciavano andare. Oggi episodi di quel tipo, come la catatonia grave, non si vedono quasi più. Con la riforma di Basaglia (1978, ndr) si è assistito a un cambiamento epocale. La psichiatria, inserita nel contesto sociale, è diventata psichiatria di comunità, che lavora in modo integrato con tutti gli altri sistemi socio-sanitari. È oggi una delle tante discipline della medicina, con molti meno pregiudizi. Non dobbiamo dimenticare che i disturbi mentali occupano uno spazio sempre più importante nell'ambito delle patologie, tanto che - secondo l'Oms - la depressione rischia di diventare la seconda causa di disabilità a livello mondiale. Se resta un aspetto problematico, nel dopo-Basaglia, è il miglioramento di una rete davvero efficace nelle situazioni di emergenza, capace di integrare il lavoro degli operatori psichiatrici con i servizi sociali, le istituzioni, le forze dell'ordine. Ma come ci insegna, con efficacia, il film recente intepretato da Bisio: «Si può fare».

v.fisogni

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