Lunedì 01 Marzo 2010

Sargenti: "Mescolo stili e generi
per far innamorare dell'opera"

La sfida di Opera Domani 2010 è aperta. Martedì 2 marzo si alza il sipario su "Lupus in fabula" opera composta ad hoc per la blasonatissima rassegna targata Teatro Sociale - Aslico. È la prima volta, alla XIV edizione, che gli organizzatori non hanno puntato su una “riduzione” di un melodramma della tradizione, cucendolo su misura per il pubblico dei ragazzi. Al contrario, l'idea base è stata quella di commissionare ad un compositore contemporaneo un lavoro ex novo. Ne nasce appunto Lupus in fabula di Raffele Sargenti, con libretto di Andrea Avantaggiato. Una proposta che mescola tradizione e innovazione, unità e varietà, storie antiche e modernissime, con lo scopo dichiarato di conquistare i più giovani all'amore per la musica. Ne parliamo proprio con l'autore Raffaele Sargenti.
Come ci si sente ad entrare in un progetto importante e specifico come quello di Opera Domani?
È un'esperienza molto importante e formativa. Mi era già capitato di partecipare a concorsi che avevano come tema l'opera per i bambini. Certamente però questa è l'opportunità più grande e complessa, anche perché si lavora con un cast giovane ma formato da professionisti. Ho lavorato cimentandomi con una sfida che mi ha motivato e mi ha portato all'esito finale.
Quale obiettivo si è posto?
Il fine ultimo è sempre quello di valorizzare un repertorio prezioso che altrimenti potrebbe scomparire. Un bene che sta nel dna della nostra coscienza culturale. L'idea di partire da un'opera nuova e contemporanea non serve per rinnegare il passato ma anzi per rivalutarlo e trasmetterne i valori più importanti alle nuove generazioni.
Come ha lavorato?
L'idea base era quella di mettere in primo piano i meccanismi del teatro con musiche, per permettere ai ragazzi di appropriarsene. C'è molto dell'opera tradizionale in “Lupus in fabula”. La novità sta però in un certo “pluristilismo”.
Ci spiega meglio?
L'opera che vedrete al Sociale è caratterizzata dalla presenza di generi musicali diversi, tenuti insieme poi da un unico pensiero, una cifra stilistica che è dell'autore. Non si pensi che la musica contenga citazioni da “cartolina”. Piuttosto, la molteplicità è intesa come un riflesso della nostra contemporaneità, dove molteplici sono gli stimoli: ecco quindi la musica più classica mescolarsi alle sonorità esotiche e a tanto altro.
La molteplicità è caratteristica anche del testo?
Sì. Passiamo dalla fiaba al personaggio che riecheggia un immaginario televisivo, fino alla presenza di tante immagini. E' necessario “catturare” lo spettatore, proponendogli stimoli che peschino nel suo immaginario, per poi condurlo alla conoscenza più profonda dell'opera e all'amore per questo genere.
Sara Cerrato
“Lupus in fabula”, dal 2 al 9 marzo al teatro Sociale, per le scuole, il 6 marzo, ore 16 – 20.30 per le famiglie. Info: 031/270170, www.teatrosocialecomo.it.

b.faverio

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