Giovedì 01 Aprile 2010

Faz Waltz, il primo disco
citando Queen e Beatles

Se fossero nati a Londra, i lariani Faz Waltz, probabilmente godrebbero già di qualche segnalazione autorevole sulle maggiori riviste dedicate alle nuove promesse del rock internazionale. Di loro avevano già parlato molto bene anche i circuiti indipendenti del rock a stelle e strisce, acuti nel cogliere immediatamente lo spirito revivalistico del primo e.p. e i suoi rimandi al repertorio anni '70 di gruppi sacri come Queen, Marc Bolan & T-Rex, Mott The Hopple e Kiss. Attraverso una piccola ma lungimirante realtà come la Tre Accordi Records, giovane etichetta discografica di Milano, è uscito da qualche giorno "Faz Waltz", l'album di debutto della band. L'intraprendenza appassionata di Faz La Rocca (voce, chitarra e pianoforte) ha portato ad un risultato sorprendente, tanto più se si pensa ai pochi mezzi con il quale è stato conseguito. Nei dodici brani che costituiscono il lavoro brillano il singolo "Hello Mister", molto "catchy", come direbbero gli anglosassoni, cioè capace di catturare l'ascolto alle prime note, e il divertimento fiabesco di "Kingdom of my dreams" e "Toy Theatre", canzoni figlie dei Beatles, periodo psichedelico. "Little girl star" e "Never stop" portano invece al grande amore per i Queen, così come "Best thing of history" che già era stata scelta per uno spot lelevisivo. Se ascoltato senza pregiudizi, il disco è capace di regalare momenti di sana evasione rock'n'roll tra glam, fiaba e lustrini. «Come per il precedente e.p.- racconta Faz La Rocca, 27 anni, di Cantù - abbiamo fatto tutto da soli, anche se, grazie al nostro produttore, Ettore Gilardoni, abbiamo potuto lavorare in tranquillità, senza la fretta dettata dai budget ristretti delle indipendenti. Il risultato è davvero soddisfacente». Cantare in inglese è praticamente un obbligo per Faz, che fin da bambino ascoltava i primi album dei Queen. «All'età di sette anni -precisa il cantante - mi innamorai di quel sound, in seguito, nei miei viaggi all'estero, sono andato a cercare gli album d'esordio della band britannica, che all'epoca erano fuori catalogo in Italia. Crescendo, ho suonato punk e altri generi, ma poi il richiamo della prima passione mi ha spinto a migliorare la mia tecnica con la chitarra e a prendere qualche lezione di piano, per il resto sono autodidatta. Scrivo io i pezzi, ma in sala prove ci confrontiamo. Da un anno la band ha assunto l'assetto ideale, con Omar Bosis alla chitarra solista, Diego Angelini al basso e Dario Great alla batteria». L'album è distribuito in tutta Italia dalla Self, ed è in vendita su I-tunes, ma ha tutte le qualità per essere apprezzato soprattutto all'estero. «L'inglese è un linguaggio universale - ribadisce La Rocca - il genere musicale che a noi piace perderebbe di senso in un'altra lingua». La band, che sarà in concerto giovedì 1 aprile All'Unaetrentacinquecirca di Cantù, ha realizzato anche il video di "Hello Mister". Un lavoro a budget limitato ma assai suggestivo, da un'idea dello stesso Faz con il contributo e la regia del videomaker comasco Marcello Perego.

Fabio Borghetti

b.faverio

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