Venerdì 16 Aprile 2010

Nel deserto di Luxor
doppia scoperta lariana

di Manuela Moretti

Il Tempio di Amenhotep II, a Luxor, dove un tempo sorgeva l'antica Tebe, zona di una ricchezza archeologica straordinaria, sarà al centro della conferenza che stasera, alle ore 20.30, il professor Angelo Sesana (nella foto), egittologo e fondatore del centro di Egittologia Francesco Ballerini, terrà presso l'Aula Magna del Collegio Gallio.  L'incontro, dal titolo «La 12ª missione di scavo presso il Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II», è il frutto di un recente lavoro di scavi su questa interessante zona, come racconta Sesana: «I lavori sono praticamente terminati per quanto riguarda il Tempio, mentre invece per quanto concerne tutta la necropoli sottostante, che certamente è anteriore all'occupazione del Tempio stesso, i lavori purtroppo devono proseguire, poiché vi sono ancora diverse tombe che andrebbero scavate». Durante la conferenza verranno illustrati i lavori fatti su due tombe molto importanti, come spiega il professor Sesana: «Una risale certamente almeno al 1600 a.C., dove c'è un suppellettile molto bella e abbondante di terracotta. Di questa tomba per il momento abbiamo pulito solo il corridoio d'ingresso, scavato nella roccia: si tratta di una specie di piccola anticamera che precede la camera funeraria vera e propria, che è ancora invasa da detriti e nella quale si continuerà a lavorare durante la prossima missione. Un'altra tomba ha portato alla luce dei bei reperti, ma siamo anche lì ancora a metà del lavoro: sono venuti alla luce i resti di un sarcofago, molto bello, ricoperto di foglie d'oro, che purtroppo però, a causa del crollo del soffitto, è stato molto danneggiato. Abbiamo le titolature del defunto che doveva essere molto importante: purtroppo, sebbene si possano leggere tutti i titoli, non si può fare altrettanto con il nome, scomparso completamente: non sappiamo quindi di che personaggio possa trattarsi». Accanto a questo lavoro prosegue il restauro, anche ad opera dell'architetto Negri, di quello che può suggerire l'impianto o la planimetria del Tempio, come precisa Sesana: «Stiamo cominciando anzitutto a recintare tutta la zona del grande muro di cinta, che stiamo completando sulle rovine che ci sono con dei mattoni crudi, esattamente come nell'antichità, ma differenziandoli da quelli antichi. Poi, stiamo operando nella zona centrale del Tempio». È necessario proteggere il grande cortile colonnato, spiega Negri, «perché i materiali sono in posizione molto precaria. Si tratta sicuramente del primo lavoro che dobbiamo fare, e sabato presenteremo appunto tutti i lavori che sono stati fatti durante l'ultima missione».

v.fisogni

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