Giovedì 17 Giugno 2010

Il principe (imperfetto) come mezzo e non come fine

E' stata presentata a Villa Erba, nell'ambito della manifestazione “Mangia Le Prugne”, la prima opera narrativa di Manuela Muttini, dal titolo “Il principe imperfetto”. Edito da Albus Edizioni, nella collana Cultural Classic 2010, il libro vanta una prefazione di Emanuele Filiberto, che  descrive l'autrice un'amica “impulsiva, onesta ed orgogliosa, come la ricordo”. Il rimando alla figura del principe non è comunque direttamente collegabile al titolato di Casa Savoia, in quanto il libro della neo scrittrice di Busto Arsizio, fino ad oggi attiva soprattutto nel mondo della pubblicità e dell'organizzazione di eventi, pare più una analisi introspettiva e autobiografica, in cui la vera protagonista è la femminilità, alla ricerca dell'amore (ovviamente quello con la A maiuscola, ammesso che esista davvero) e della più completa realizzazione personale. Ancora Emanuele Filiberto scrive nella sua premessa al volume: “Manuela si interroga e per darsi delle risposte, oggi sceglie un nuovo campo su cui mettersi in gioco, un libro, per riflettere e cercare tra le righe il senso dei propri anni e progettare un futuro di speranza in un incontro decisivo che dia la svolta sentimentale alla sua vita…”.  Dal titolo e da queste considerazioni dell'amico di Casa Savoia, pare di poter comprendere che tale ricerca non debba passare – e sarebbe utopico anche il pensarlo – solo attraverso l'incontro con la figura maschile che sì, potrà essere un principe, in omaggio agli stereotipi delle fiabe dell'infanzia, ma imperfetto e non azzurro, per mettere subito in chiaro le cose. Muttini comunque, tra speranza e ironia, presenta al lettore una vicenda di matrice autobiografica, in cui, il sogno del sentimento vero non è mai spento ed è anzi il motore che stimola la continua ricerca lungo una strada non priva di ostacoli ma che vale la pena di percorrerla. “Il principe imperfetto”, il cui racconto si snoda in ben trentanove capitoli, di cui, in conformità al clima di “ricerca” incessante, molti intitolati all'insegna del dubbio,  non vanta soltanto la prefazione dell'ormai popolarissimo Emanuele Filiberto ma anche altri contributi come l'introduzione della poetessa Anna Bruno e la postfazione di Riccardo Bruni, esperto di grafologia. La prima parla dello stile di scrittura, descrivendolo “ameno e giovanile”, il secondo invece punta l'attenzione sulla speranza che vince sempre anche quando la protagonista non sembra raggiungere l'obiettivo dei propri sogni. Si segnala che la vendita del libro è anche legata ad un progetto di solidarietà nei confronti della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.

                                                                   Sa.Ce.

b.faverio

© riproduzione riservata

Tags