Giovedì 24 Giugno 2010

Medici da esportazione
E' la sfida di don Verzè

di Marco Cambiaghi


Svolta tutta lombarda, con ricadute internazionali, per l'università italiana. Un medico che si laurea in Europa non può lavorare subito negli Stati Uniti, ma deve studiare altri tre anni per ottenere un'ulteriore abilitazione. Da oggi questa "barriera" è infranta grazie a un nuovo corso universitario creato dal San Raffaele di Milano che, costruito interamente sui requisiti sia europei sia americani, abilita alla professione di medico da subito in entrambe le realtà.
Il corso partirà ad ottobre ed è il primo in Italia di questo tipo. Saranno ammessi complessivamente quaranta studenti, di cui venti dell'Europa comunitaria e venti extracomunitari. «Il corso di laurea magistrale internazionale in Medicina e Chirurgia si prefigge di formare una nuova tipologia di medico, con una preparazione umana, culturale e professionale adatta a un mondo sempre più globalizzato nella circolazione delle idee e delle professioni di eccellenza», spiega a "La Provincia" il coordinatore del corso, il professor Ottavio Cremona. «Tra le novità del corso, spicca la possibilità di acquisire abilitazioni professionali valide per più Paesi, inclusi gli Stati Uniti». Gli studenti, che potranno candidarsi da qualsiasi parte del mondo, verranno attentamente selezionati con un test di logica e "problem-solving", oltre che per le loro abilità in lingua inglese. Durante l'intero curriculum formativo, la progressione della loro preparazione verrà monitorata assieme ad un ente esterno, il "National Board of Medical Examiners", un'organizzazione no-profit americana che è attualmente il massimo organismo valutativo della professione medica mondiale, responsabile, tra l'altro, della preparazione dei test di abilitazione professionale per gli Stati Uniti, il Canada e altri Paesi. Durante i sei anni di corso sono previsti periodi in cui gli studenti potranno partecipare all'attività che si svolge nei suoi laboratori, così da formare una mentalità di ricerca di tipo trasnazionale, che unisce la ricerca di base con quella clinica. «Nel primo biennio - ci spiega Cremona - saranno insegnate le materie propedeutiche e verrà dedicato un ampio spazio alle scienze umane, allo studio del rapporto medico-paziente e a come l'informazione medica viene condivisa a tutti i livelli e con i vari operatori sanitari, questione non meno importante». Al biennio farà seguito un quadriennio clinico, «in cui la formazione di competenze mediche operative sarà il punto focale preponderante del piano di studio. L'ultimo anno sarà dedicato alla preparazione della tesi e all'apprendimento di competenze professionali specialistiche utili per l'accesso ai corsi di specializzazione post-laurea, anche esteri». «La nostra intenzione è quella di raccogliere i migliori studenti da tutti i continenti», ha sottolineato don Luigi Verzè, presidente e fondatore dell'Università Vita-Salute San Raffaele. «Noi vogliamo portare la conoscenza in tutti i continenti, soprattutto i più poveri, perchè credo che la salvezza del mondo venga proprio dalla conoscenza, e quindi dalla verità». L'intero corso di laurea sarà in inglese, esami compresi e si affiancherà senza sostituirsi al tradizionale corso di laurea in medicina. Alcuni posti sono già coperti da borse di studio, mentre la retta annuale è di circa 16-20 mila euro, cifra «nettamente inferiore - spiegano i responsabili - rispetto ai circa 50 mila dollari l'anno che ci vogliono per studiare in America». Sì, perché il vero obiettivo del San Raffaele non è tanto quello di preparare medici italiani a sbarcare in America, quanto quello di attirare cervelli stranieri in Italia, anche grazie ai costi più competitivi. Per gli studenti stranieri, l'università ha infine già previsto un vero e proprio campus capace di ospitare 25-30 studenti, mentre per il 2011-2012 è già stata pensata la realizzazione di nuove residenze. L'Ateneo Vita-Salute, fondato nel 1996 con la facoltà di Psicologia, ha inaugurato nel 1998 la facoltà di Medicina e Chirurgia e nel 2002 quella di Filosofia. Per informazioni: www.medicine.unisr.it

v.fisogni

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