Domenica 27 Giugno 2010

Le lezioni di politica di Miglio
In un libro quelle dal '59 all'88

COMO - Como finalmente dedica una piazza a Gianfranco Miglio (1918-2001). Si tratta della piazzetta che si trova dietro Porta Torre, poco prima dell'ingresso del Liceo Classico «Alessandro Volta»: quindi un luogo fortemente simbolico, che evoca l'ingresso principale di novum comum, cioè della città nella sua originaria pianta romana, e la prossimità con un altro grande comasco dell'epoca moderna, Alessandro Volta. Anzi, non sarebbe eccessivo affermare che Miglio ha conosciuto un livello di notorietà che nessun altro comasco ha avuto dopo le geniali scoperte di Volta. La targa toponomastica, oltre alla data di nascita e di morte, riporta la dizione «scienziato della politica - storico del Lario»; la lapide della sepoltura, che si trova a Domaso, ricorda anche i trascorsi di «Senatore della Repubblica» - Miglio lo fu ininterrottamente dal 1992 al 2001, fino a pochi mesi prima di morire - che, nel momento in cui si avvicina il decennale della morte, si fanno più sfumati per lasciare spazio all'attività scientifica, che lo impegnò tutta la vita.
A questo proposito stanno per uscire con Il Mulino - il principale editore di saggistica attivo in Italia - «Le Lezioni di Politica pura», le trascrizioni cioè di un corso integrale di Scienza politica e Storia delle dottrine politiche, tenuti da Gianfranco Miglio durante la sua presidenza della Facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica, durata dal 1959 al 1988.
Nel corso di Storia delle dottrine politiche, Miglio affermava: «Sto modificando molte delle mie posizioni. Perché? Cerco di adeguare l'interpretazione della storia delle dottrine politiche al modello politologico che ho formulato. È un compito che so benissimo che non riuscirò mai a completare, perché ci vorrebbe una vita intera per ripensare alcune delle maggiori teorie politiche in termini politologici, cioè non in chiave storico-filosofica-letteraria, e ideologica, come sono scritte tutte le storie delle dottrine politiche».
Di cosa si trattava? Usando il suo lessico, l'identificazione dell'obbligazione politica, da un lato, e del contratto-scambio dall'altro come specifiche modalità di relazionamento degli uomini in società. Miglio ha incardinato la sua riflessione teorica intorno a questi due concetti, ma, al di là delle lezioni universitarie, non vi è quasi nulla di scritto e pubblicato a tale proposito. Eppure il miglior Miglio è tutto in queste «Lezioni»: la dimensione del pubblico e del privato, l'oggetto, i soggetti, i contenuti, la tempistica e le finalità dell'obbligazione politica e del contratto-scambio, cioè della politica e della società civile. L'anno prossimo ricorre il decennale della morte del grande comasco: per quella data il volume sarà certamente disponibile, aprendo ancora una volta - non è difficile immaginarlo - interminabili dibattiti.
Davide G. Bianchi (Politologo, ricercatore Irer)

c.colmegna

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