Martedì 03 Agosto 2010

"I miei capolavori?
Sono veramente falsi"

di Stefania Briccola

Picasso diceva spesso: «I geni copiano, i mediocri imitano». E Daniele Dondè ha fatto di questa affermazione il suo motto tracciando un fortunato percorso di arte e di vita. Il pittore cremonese autodidatta, che espone a Como nella galleria dell'hotel Terminus, nasce infatti come falsario dichiarato. «Nel 1984 - ricorda Dondè - ho fondato il movimento dei falsi d'autore. Sono stato io a sdoganare i falsari e poi tutto il mondo mi ha copiato a partire dagli instancabili cinesi. Ora non mi diverto più come prima anche se i miei quadri sono ancora molto richiesti dai vip del globo. Forse per questo ormai da qualche anno mi dedico a nuove opere con la New italian Pop Art».
Una lunga battaglia con tanto di cause vinte in tribunale vuole finalmente il maestro libero dagli equivoci sulla riproduzione di un dipinto realizzata in modo legittimo e dichiarato a 70 anni dalla morte del suo autore. La felice intuizione di Daniele Dondè nasce da una disavventura vissuta in prima persona. «Provengo da una famiglia di collezionisti - dice l'artista che vive tra Milano e Lugano - e alla morte di mio padre mi ritrovai con un patrimonio di quadri che andavano da Campigli a Lilloni e da Sironi a Rosai. Quando pensai di vendere un dipinto di Aligi Sassu andai dal maestro che mi disse subito che era un falso. Da lì nacque la mia ricerca per rintracciare un mondo sommerso da portare alla luce del sole». Le prove d'esordio del falsario d'autore avvengono tra le mura di casa togliendo i quadri dalle pareti e provando a riprodurli. Pare che lo abbia attratto in modo particolare un De Chirico e del resto anche il padre della metafisica, tanto celebrato dai libri di storia dell'arte, copiava le grandi opere del passato che scandagliava e ricomponeva a pezzi in modo geniale.
A Como Daniele Dondè ci regala un viaggio affascinante tra i capolavori dei maestri dell'arte moderna. Si va dalla "Notte stellata" dell'inquieto Van Gogh alle concilianti "Ninfee" di Monet, dagli scorci della Parigi di Pissarro alle donne conturbanti di Schiele fino alle vedute di Canaletto. Un capitolo a parte merita Gustav Klimt e il ritratto di Adele Bloch Bauer, battuto all'asta a prezzo di record, che Dondè ha rivisitato con una patina di glitter raffinatissimi. «Penso che i suoi quadri - continua il falsario d'autore - mi riescano meglio di altri. Klimt era un decoratore straordinario e metteva l'oro nelle sue opere per attirare l'attenzione della gente. Io stesso inserisco i glitter e gli Swarosky nei miei ritratti di star e vip perché amo il lusso e la bellezza». Marilyn Monroe su tutti è il soggetto prediletto, ma ci sono anche Audry Hepburn, Micheal Jackson e Liz Taylor. Sfila in bella vista a Como un ritratto, nuovo di zecca, di Silvio Berlusconi con cravatta a pallini costellata di Swarovsky e occhi lucenti. «Il presidente del consiglio ha grande carisma - sottolinea il maestro - e per descrivere questo suo tratto ho conferito maggiore luce allo sguardo con i cristalli. È solo uno dei tanti vip che apprezzano i miei falsi. Gli altri? La lista è lunga e rischio di annoiare. Tra i miei estimatori ci sono il sultano del Brunei, Alberto di Monaco, Sophia Loren, Roger Moore, Arnold Schwarzenegger. La regina d'Olanda è venuta a una mia mostra a Den Haag. Poi non scorderò mai i quadri consegnati a Dody Al Fayed e Diana a New York. Veramente falsi, naturalmente».

La mostra personale di pittura di Daniele Dondè prosegue fino al 30 agosto alla galleria dell'hotel Terminus. Orari: tutti i giorni, 10- 22.

v.fisogni

© riproduzione riservata

Tags