Giovedì 07 Ottobre 2010

Quanto costa la cultura
Fortuna ci sono i "Circoli"

<+G_SQUARE><+G_CORSIVO>Sono nati ultimamente in Italia molti "Circoli dei lettori". Il circolo  è una tradizione  che si perde nel tempo, ne abbiamo uno o più in ciascuna città italiana. Pensate al Casino Sociale di Como, ai circoli siciliani dove si gioca a carte e si discute di politica, al circolo degli Artisti di Torino nato nel 1847. Quest'ultimo è affiancato dal 2006 dal Circolo dei Lettori, buon esempio di quelli che io chiamo i luoghi della cultura. Il Circolo dei Lettori di Torino è frequentato da un pubblico eterogeneo per età e per interessi, ma accomunato dall'amore per i libri e per la lettura. E' finanziato dalla Regione Piemonte e dalla Compagnia di San Paolo, ci si associa gratuitamente, si pagano i servizi che il Circolo offre.  E' questo un elemento assai importante ed innovativo: rinunciare alla gratuità dell'offerta culturale, come del resto accade sempre più spesso in tante manifestazioni letterarie, permette non solo di aumentare la qualità dell'offerta stessa, affrancandola da logiche puramente mercantili di promozione di questo o di quel libro, ma anche di promuovere (gratuitamente) la conoscenza di autori e tendenze altrimenti destinate ad essere apprezzati solo da pochi. Una Carta Entusiasmo di 60€ l'anno dà la possibilità ai soci del Circolo dei Lettori di Torino di accedere ai gruppi di lettura, permette di prenotare il posto in sala per gli incontri, offre uno sconto del 20% per gli incontri a pagamento e sul prezzo delle cene letterarie. Un altro servizio, a mio avviso geniale, è quello dei "Party col Circolo": vuoi festeggiare un anniversario, una laurea, un compleanno? Il circolo organizza per te, nei suoi locali o a casa tua, una performance teatrale, un reading, uno spettacolo di cabaret (e anche la cena, se vuoi). A Como sarebbe proponibile un progetto di questo tipo? Mi si può obbiettare che non abbiamo luoghi adatti, ma questo è un falso problema. I comaschi debbono solo decidere di utilizzare i luoghi della città, pubblici o privati che siano, per fare cultura. Oltre la Biblioteca, che già da anni cerca di essere identificata non solo come servizio ma anche come luogo di confronto e di conoscenza, abbiamo tanti altri palazzi dove  creare spazi di confronto e di condivisione di esperienze culturali. Penso al già citato Casino Sociale, ai centralissimi Palazzo Natta e Volpi, che sono utilizzati molto poco aldilà delle loro destinazioni originarie come sede dell'Università uno e della Pinacoteca l'altro. Oppure all'Istituto Carducci di cui abbiamo appena festeggiato il secolo di attività. O anche alla stessa sede del quotidiano La Provincia, opera insigne dell'architetto Botta e dotata di ampi volumi oggi non utilizzati o poco utilizzati. Certamente tutto questo ha bisogno di finanziamenti, che peraltro potrebbero giungere dalla Regione e dalle Fondazioni bancarie. Ma soprattutto ha bisogno di persone di buona volontà, che non mancano, e già si distinguono nella gestione di molte associazioni culturali in città. C'è qualcuno che vuole prendere l'iniziativa?
<+G_FIRMA>Giulia Parini Bruno

v.fisogni

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