Giovedì 09 Dicembre 2010

Lutto, riflessione, talento
Svolta nelle fiction tivù

di Marco Castelli

«Raccontiamo un vero e proprio percorso di vita». Il regista Gianluca Tavarelli spiega così la peculiarità di "Le cose che restano", nuova serie in quattro puntate da lunedì in prime time su Raiuno. Un tv movie con un cast importante - Claudio Santamaria, Paola Cortellesi, Ennio Fantastichini, Lorenzo Balducci e il protagonista di "Baaria" Francesco Scianna - che si presenta come una sorta di “anti-Cesaroni”. In questo caso, infatti, il dramma prende il posto della commedia. La vita di una famiglia, composta da padre e madre e quattro figli, viene sconvolta dalla morte prematura dell'ultimogenito, che costituisce l'incipit di una storia incentrata sui rapporti tra gli altri fratelli: Nora (Paola Cortellesi), psicologa e mamma single, Andrea (Santamaria), funzionario del Ministero degli Esteri e Nino (Balducci), architetto. «Abbiamo voluto fotografare un pezzo di vita di un nucleo familiare travolto da un lutto atroce - spiega Tavarelli -, che cerca di metabolizzare il dolore e, con fatica, riesce a sopravvivere». Questa fotografia, disincantata e reale, si propone come il sequel ideale de "La meglio gioventù", dato che la produzione dei due film è la stessa. «I personaggi, però, sono diversi - aggiunge il regista - e il nostro racconto si “muove” nell'Italia di oggi. Il cast è stato fondamentale per narrare in maniera adeguata le piccole storie della quotidianità».
Nella serie vengono trattati anche temi “forti”, come l'omosessualità e la discriminazione razziale. «Li abbiamo affrontati in maniera diretta e senza edulcorarli - spiega ancora il regista -: raccontiamo l'omosessualità di Andrea e la sua storia d'amore e le difficoltà di integrazione di Shaba, immigrata clandestina che entrerà a far parte della vita della famiglia protagonista».
La fiction è già stata presentata e applaudita al Festival del Cinema di Roma. Ora si prepara a “sfidare” il “Grande Fratello”.

v.fisogni

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