Lunedì 03 Gennaio 2011

La terza età in presa diretta
diventa uno spettacolo teatrale

Spesso il teatro non è soltanto fonte di intrattenimento ma diventa anche strumento di crescita umana. E' il caso dello spettacolo “Riposo”, un vero  e complesso progetto teatrale realizzato dalla compagnia La QuerciaTeatro di Canzo, con oltre un anno di lavoro e dei risultati importanti, visto che lo spettacolo è stato selezionato per il Premio Scenario 2009, un riconoscimento che premia la qualità degli allestimenti e la scelta di soggetti interessanti.  Di cosa si tratta? Lo spettacolo ha come tema quello delicato e ricco di possibilità, ma spesso ritenuto scomodo e poco attraente. Stiamo parlando dell'anzianità. In un contesto sociale che invecchia rapidamente e che, per contrasto, guarda all'ultima fase della vita in modo distratto o superficiale, i componenti del gruppo di Canzo hanno voluto “guardare con occhio artistico e creativo alla vecchiaia,  senza il muro  di luoghi comuni che ne fanno quasi un tabù per la nostra società”. La protagonista dello spettacolo il cui debutto sulle scene è fissato per il 18 marzo, a Milano, sul palcoscenico del  teatro Rosetum, è Ketty una donna che lavora come operatrice sanitaria in una residenza per anziani. Ketty attraversa una crisi preofessionale. E' stanca del suo lavoro e sogna di evadere. Per di più le sue amiche trovano che la professione di Ketty non sia interessante e la emarginano, aumentando la sua frustrazione. Nonostante questa situazione, per Ketty il lavoro alla casa di riposo si rivela sorprendente e le permette di scoprire, attraverso lo scambio con le anziane e con la casa di riposo, l'esistenza di una profonda vitalità delle ospiti della struttura che va oltre ogni stereotipo visto “da fuori”. Questo percorso umano fa progressivamente cambiare Ketty e la spinge a cercare sempre più una realtà autentica e oltre le  apparenze. Il tema della pièce è dunque importante e induce alla riflessione ma non si tratta di una costruzione a tavolino. Lo spettacolo, infatti, è nato da un percorso autentico degli attori con le ospiti di un centro anziani del Milanese. L'esperienza è durata un anno intero, al Centro Girola della Fondazione Don Gnocchi, che ha sposato appieno il progetto, sostenendo la presenza degli attori nel centro. Coloro che avrebbero dovuto poi interpretare la storia sulla scena  hanno lavorato a stretto contatto con le anziane per settimane e settimane, registrando e raccogliendo materiale e realizzando parte della scenografia, che è stata creata con oggetti di ambito ospedaliero. guarda il video
Sara Cerrato

b.faverio

© riproduzione riservata

Tags