Mercoledì 05 Gennaio 2011

Valentina Pedalà, 111 giorni
con <Donnavventura>

Nei mesi scorsi, ha compiuto un viaggio da sogno, lungo 111 giorni, attraverso la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania e l'Egitto. Un viaggio che adesso le consentirà di approdare sul piccolo schermo: da domenica, alle 14, su Rete 4, la canturina Valentina Pedalà sarà una delle protagoniste delle dieci nuove puntate di Donnavventura, il format delle spedizioni al femminile diventato ormai un classico della programmazione di Mediaset. Ventitreenne, laureata in Comunicazione e Moda all'Istituto Europeo del Design, Valentina è da sempre una grande viaggiatrice: la partecipazione al programma, per lei, è dunque un'enorme soddisfazione, anche se la sua vera passione, come rivela lei stessa, non è la televisione, bensì la scrittura. <Durante la spedizione – racconta – ho curato parecchi reportage per il sito del programma, ma, insieme alle altre ragazze, mi sono occupata anche del montaggio delle puntate di “Donnavventura”. Ho già visto in anteprima quella che andrà in onda domenica (un riassunto del viaggio e la primissima parte, da Matera, alla Grecia, fino all'approdo in Turchia, ndr.): è stato un po' strano, ma emozionante>.
Valentina, come ha vissuto questi mesi?
E' stata un'esperienza bellissima, caratterizzata da oltre cento giorni di viaggio, da agosto a dicembre. Ho legato moltissimo con la squadra, sia quella “iniziale”, sia quella “finale”: in poche, infatti, abbiamo resistito fino alla conclusione del viaggio e il team è stato rafforzato con l'ingresso di alcune “veterane” che avevano già partecipato alle passate edizioni. Non a caso, quando sono tornata, mi sembrava strano essere da sola: le altre ragazze mi mancavano molto.
Come trascorrevate le giornate?
Il viaggio è stato caratterizzato da un lavoro a trecentosessanta gradi: ho scritto parecchio e ho girato numerosi servizi audio video. In particolare, mi sono occupata dei miti e di altre curiosità legate alle città che visitavamo. Per me è stata un'esperienza totalmente nuova: non avevo mai parlato davanti a una telecamera.
Come è stato il rientro a Cantù?
E' stato molto bello, ma anche leggermente traumatico: in questi mesi, infatti, mi è mancata molto la mia famiglia, ma allo stesso tempo mi sono abituata a vivere in una “bolla di sapone”. Quindi, quando sono tornata a casa, per un po' ho trovato stranissimo che il telefono continuasse a squillare, perché amici e parenti volevano sapere come era andata. Credo che dopo quattro mesi si tratti di una reazione normale.
Ora, quali sono i suoi progetti?
Sempre grazie a questa esperienza di “Donnavventura”, avrò la possibilità di scrivere alcuni articoli per “Cosmopolitan”. Di certo, voglio continuare a fare il mio lavoro: già prima di partecipare alla spedizione di Mediaset, infatti, collaboravo per la sezione “Viaggi” de “Il Giornale”.
Marco Castelli

c.colmegna

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