Lezioni ironiche
di "lumbard"

«Curs de Lumbard per baluba, balabiòtt e cinés cumpres » (Mondadori, 167 pag., 16 euro) viene presentato dal suo autore Davide Rota e da Franco di Leo, scrittore e regista, il 20 gennaio alle 18 alla libreria Ubik di Como. Il varesino Rota è all'ottava opera pubblicata. Attualmente sta scrivendo uno spettacolo comico in cui sarà affiancato da Francesco Pellicini, altro "uomo lacustre di Luino" nota terra di cultori dell'ironia. Le illustrazioni del volume sono di Paolo Tarabocchia.

Lezioni ironiche di lumbard
di Davide Rota


Il "Curs del Lumbard per balùba, balabiòtt e cinés cumpres" è un sussidiario umoristico illustrato per i giovani italiani cosmopoliti e la società multietnica del terzo millennio, in cui si accertano le origini arcaiche della lingua celtico-insubrico-lombarda, da cui, pare, derivano tutti i principali idiomi del pianeta.
Pensate che persino il termine cinese "Ming" deriva dal lombardo minga. Esempo: ciula minga: «giovane cinese in astinenza». Mentre l'espressione molto attuale: «se i soldi ci sono, bene, altrimenti, non fa nulla» si traduce con «I ghéi, si g'hinn, g'hinn, si g'hinn no, sciao». Il volume, che si apre con il decalogo del perfetto lombardo, rigorosamente in dialetto, ricalca l'anima del "Curs de lumbard per terùn", uscito ben 15 anni fa, e ne rappresenta un indispensabile aggiornamento, di stampo decisamente ironico e demenziale, senza alcuna velleità di mettere voce nella delicata questione dell'integrazione etnica, ma limitandosi a giochi di  parole legati all'apprendimento della lingua, della cultura e della civiltà lombarda. Esso è dedicato a un ampio spettro di lettori, dai lombardi stessi, agli stranieri in cerca di una consona integrazione linguistico-gastronomico-culturale e infine ai balabiòtt, ovvero a coloro che, a causa della crisi, si ritrovano in braghe di tela (anche se griffate) e sono in cerca di nuove strade imprenditoriali per superare l'attuale stato di impasse. Non a caso il libro lascia ampio spazio alla nuova scuola lombarda, al mito del lavoro e perfino a un innovativo corso di "management", tenuto presso il monastero del Monte Orrido di Carognate sul Seveso dai Muratori Bergamaschi Illuminati, creatori di un'arte marziale molto speciale, lo Shamakatzu. Lo staff della scuola è composto dal capomastro Troilo Sbulgironi detto Stura-Ki, campione di lancio della malta con cazzuola regolamentare, dal capo cantiere Eliseo Carugati, noto come Salta-Su, medaglia d'oro di salto alla fosbury della betoniera, il carpentiere specializzato Firpo Ambrosetti, detto Scarlinga-No, campione di hockey su ghiaia. Per non parlare del muratore specializzato Braulio Stornelli, chiamato Brusa-Li, primatista di corsa nei sacchi di cemento, per finire con il temerario demolitore Vanadio Pedrazzini, detto Scepa-Sass, campione di lancio del martello pneumatico a percussione. Ma sono previste anche prove di destrezza dedicate agli stranieri che desiderano integrarsi, con I Giochi con le Frontiere, cantando Va' Pensiero senza stonare o partecipando alla gara a chi mangia più cassoela nel minor tempo possibile. Utile anche la lezione di informatica, in cui i termini anglofoni comunemente usati, vengono sostituiti da sinonimi lombardi, molto più efficaci e divertenti. Non a caso è stato il lombardo a inventare l'informatica. Egli è intelligentissimo: ha quattro giga di Ram, il sonno Rem e subito dopo l'incubo Rom. Il libro si articola in quattordici lezioni, al termine delle quali un mini-dizionario riporta i termini lombardi più caratteristici attinenti all'argomento trattato.

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