Kataklò, tecnica e atletica
Le nuove frontiere della danza

Mercoledì 26 gennaio al Sociale la celebre compagnia di Giulia Staccioli e Jessica Gandini - Le coreografie sono ispirate agli studi di Leonardo sul corpo umano e le macchine

Kataklò, tecnica e atletica Le nuove frontiere della danza
E' l'appuntamento di danza più atteso da chi ama le coreografie contemporanee, capaci di unire tecnica e forza atletica. Si parla di “Love machines” , lo spettacolo del celeberrimo gruppo Kataklò Athlethic Dance Theatre, in arrivo, mercoledì 26 gennaio, al teatro Sociale di Como. Alle 20.30, sul palco della sala comasca, il popolarissimo gruppo,  compagnia indipendente che da 15 anni si esibisce con successo in Italia ed all'estero, danzerà sulle coreografie create da Giulia Staccioli e Jessica Gandini. Le musiche originali sono invece firmate da Italo Dorigatti alias Sabba D.J. La “storia” che verrà raccontata sulla scena è quella di due esploratori che intraprendono un viaggio di ricerca in un mondo sconosciuto e pieno di misteri. I due personaggi sono animati da curiosità ma spesso risultano anche incerti e goffi nel loro procedere. Incontrano sui propri passi quelle che vengono definite “macchine dall'animo vivo” che abitano in una realtà senza regole in cui anche le categorie di tempo e spazio sembrano essere state sovvertite. Tema fondamentale su cui è stato costruito tutto l'allestimento è proprio il viaggio di scoperta, che vuole andare a esplorare tutto ciò che si trova oltre il limite. Con linguaggi del secondo millennio si vanno ad affrontare domande e anche paure senza tempo che da sempre popolano la fantasia degli uomini e ne stimolano la curiosità. Sarà per questo che “Love Machines” nasce anche come dichiarato  omaggio al genio di  Leonardo da Vinci, straordinario uomo di scienza e di arte del nostro Rinascimento. Le coreografe si sono ispirate infatti agli studi leonardeschi sul corpo umano e sulle macchine con risultati artistici di sicuro impatto. Il pubblico del Sociale vedrà in scena otto performers, che alterneranno degli assoli e coreografie di gruppo, sempre riproponendo sulla scena il fascino delle ricerche e delle intuizioni leonardesche. La tecnica e l'ingegneria vengono sublimate dalla danza diventando linguaggio capace di stupire ed emozionare profani ed esperti del genere. In più, ad arricchire l'impatto emotivo dello spettacolo, alla musica e al movimento dei danzatori si uniscono costumi, colorati ed evocativi,  luci essenziali ma  caratterizzate da forti contrasti. La parola d'ordine per i kataklò è anche questa volta la mescolanza di danza, musica, capacità di raccontare tipicamente teatrale e ancora forza e intensità dell'elemento visivo.  Per realizzare questo allestimento, la compagnia ha anche stabilito una interessante collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, segno di una volontà di uscire dagli steccati anche per incontrare un pubblico sempre più giovane e vasto. Lo spettacolo si annuncia davvero curioso e imperdibile, a conferma che sta aumentando l'attenzione del Sociale per la danza in tutte le sue forme.

Sara Cerrato

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