Martedì 25 Gennaio 2011

Sollima, lo slancio
e l'intelligenza

Di rado si è ascoltata musica così abbagliante per sostanza musicale, come quella ascoltata venerdì in Teatro Sociale, e così ricca di interpreti talentuosi. A cominciare dal violoncellista di fama mondiale, compositore interessante, performer simpaticamente alternativo Giovanni Sollima, per la prima volta a Como. Lo abbiamo visto superbo interprete di un Concerto di Schumann op. 109 per violoncello e orchestra, a dir poco catturante. Una performance incisiva, accesa, resa stupefacente da un ipersensibilità che ha permesso ad ogni frase di brillare di una luce tutta particolare. Due bis virtuosistici hanno scatenato applausi calorosissimi. Il secondo talento-rivelazione il giovanissimo Alessio Pianelli che, in duo con il Maestro ha interpretato "Violoncelles, vibrez!" una  piacevole composizione dello stesso Sollima più un bis dove si è ulteriormente notata la sintonia tra due personalità che riuniscono musicalità lampante ad una tecnica strumentale agguerritissima. Sollima suona un violoncello Francesco Ruggeri (Cremona,1679).
Non ultimo talento, il direttore spagnolo Carlos Chamorro, che conoscevamo ("Lupus in fabula"), questa volta alle prese con un programma importante: la drammatica Ouverture "Coriolano" di Beethoven, il famoso Concerto di Schumann, per violoncello e orchestra, un brano di Sollima e la scintillante Sinfonia "Italiana" di Mendelssohn. Il suo gesto sempre chiaro, limpido come le sue intenzioni, è riuscito a coinvolgere con pungente freschezza e bella emotività l'ensemble 1813 che si è impegnato con grande disponibilità. Insomma un concerto dove è stata bandita la routine e i luoghi comuni, sostituiti da slancio e intelligente, profonda cultura musicale. Ottimo successo.

Maria Terraneo Fonticoli

b.faverio

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