Dalle coste britanniche
alla Como di Cesare

Il comasco Massimiliano Colombo riscrive un episodio del "De bello gallico" e porta un suo legionario ad invecchiere in una villa sulle sponde del nostro lago - Venerdì 28 gennaio l'autore presenta il suo romanzo alla Ubik di piazza San Fedele a Como

Dalle coste britanniche alla Como di Cesare
Dalla Britannia sotto l'attacco di Cesare alla Como romana. È un felice debutto nel romanzo storico quello del comasco Massimiliano Colombo, un appassionato di storia antica e di storia militare che ha saputo coniugare nel suo primo romanzo, "La legione degli immortali" (Piemme, 488 pag, 21 euro)), il rigore dello storico e la capacità affabulatoria del narratore di razza. Il libro ci trascina nell'avventura di Cesare in Britannia, quella campagna propiziata dallo slancio dell'aquilifero della Decima legione che, per primo, si lanciò sulla spiaggia portando verso la vittoria la sua coorte e l'intero esercito. Colombo rivisita una parte del "De Bello Gallico", dall'avventura contro Cassivellauno fino al massacro della XIV Legione ad Atuatuca, in un affresco in cui legionari, campi trincerati e campi di battaglia vengono sbalzati con grande efficacia e rimandano a vicende e valori universali. Massimiliano Colombo presenterà il libro alla Ubik di Como, in piazza San Fedele, venerdì 28 gennaio alle 18.
Com'è nata la sua passione per la storia romana?
Ho sempre nutrito fin da bambino una passione sfrenata per gli uomini in armi in genere e per i legionari in particolare. A otto anni disegnavo legionari e a 10 ho chiesto ai miei genitori di portarmi a Roma per vedere la tomba di Cesare e il Colosseo. A quei tempi collezionavo soldatini di tutte le epoche, ma i legionari romani erano i miei preferiti e la passione per i soldatini, e poi dei figurini storici, è rimasta il mio grande amore. Ed è proprio in questo ambiente che ho incontrato grandi esperti rendendomi conto della mia ignoranza in materia di Storia, così ho cominciato a documentarmi.
Perché ha scelto proprio l'episodio dell'Aquilifero?
Dipingendo il busto di un aquilifero romano mi sono imbattuto in una versione del De Bello Gallico edita dall'ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito che mi ha fatto riflettere su alcuni passi scritti dal grande Cesare. Durante la lettura del paragrafo riguardante il primo sbarco in Britannia ho sentito una sorta di trasporto.
Nel libro si respira una grande familiarità con la vita militare, i suoi trascorsi in divisa l'hanno aiutata?
Indubbiamente, ho servito nella Folgore e il destino ha voluto che il mio incarico fosse di comandante di squadra fucilieri assaltatori. Mi sono congedato rendendomi conto che la mia ammirazione infantile per “l'essere soldato” non era più una venerazione della forza vittoriosa, ma stima per quelli che, schiacciati dalla fatalità, hanno continuato a lottare.
Come si è documentato per rievocare le ambientazioni del libro, ha effettuato sopralluoghi o ricerche prima di scrivere?
"La Legione degli Immortali" si svolge durante l'epoca cesariana, una delle più conosciute dal punto di vista storico. Quando ho iniziato a scriverlo partivo già da una buona base di conoscenze, i figurini mi avevano già procurato diversi libri sull'argomento. Inoltre ho potuto condividere alcuni momenti con i rievocatori storici del gruppo di archeologia sperimentale Legio I Italica e tra loro ho sentito qualcosa che nessun libro di storia mi avrebbe potuto insegnare: l'emozione della vestizione di una panoplia. Con loro ho potuto rivivere da revocatore gesti dimenticati nel tempo e trasferire nello scritto quella sensazione.
Verso la fine del libro uno dei protagonisti, un legionario in congedo, si stabilisce a Como. Come si immagina la nostra città in epoca romana? 
L'artefice e fondatore di Como come colonia latina è proprio Giulio Cesare che aveva scelto la città per la sua importanza quale via di comunicazione con i passi alpini verso l'Europa centrale. La circondò di mura e vi trasferì 5.000 coloni. Doveva essere il classico centro romano di provincia che riproponeva in piccolo ciò che si poteva trovare a Roma: foro, teatro, ville, templi, la biblioteca e le terme donate alla città da Plinio, un porto e un primo abbozzo della strada Regina che sarebbe poi stata finita negli anni successivi per collegare appunto la città con le vie che portavano a nord. È li che mi sono immaginato il mio personaggio, con una villa che guardava verso quel lago che tanto amo.
Sta lavorando a un nuovo romanzo. Di cosa tratta?
Si tratta di una storia ambientata in Britannia nel 61 dC. e racconta la storia di una rivolta che sta per avvolgere l'intera provincia. L'odio più cupo si sfoga contro i coloni stanziati nella zona intorno alla capitale della Britannia romana, Camuloduno. Tra questi un ex centurione riesce a fuggire e nel suo viaggio tra i boschi, braccato dagli insorti, incontrerà un pugno di disperati che la rivolta ha consegnato alla macchia. Saranno questi uomini a formare i ranghi di veterani che il governatore di ferro Svetonio sta radunando a nord per contrastare i rivoltosi. guarda il booktrailer

Barbara Faverio

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