"Light of day", Andrea Parodi e il Boss
ancora una volta insieme sul palco

Il cantautore canturino ospite della kermesse musicale benefica ad Asbury Park

Light of day, Andrea Parodi e il Boss ancora una volta insieme sul palco
Sta diventando un appuntamento fisso per l'artista canturino Andrea Parodi, ambasciatore della canzone d'autore italiana nel mondo, di ritorno da Asbury Park, New Jersey, dove è tornato a esibirsi con colleghi americani importanti, fra tutti il “padrone di casa” Bruce Springsteen, in occasione del Light of day 2011, la manifestazione promossa dal rocker per raccogliere fondi per la ricerca sul morbo di Parkinson. Una vita in musica così straordinaria da ispirare un film, incentrato proprio sul costante rapporto Usa - Italia, un romanzo dedicato a Townes Van Zandt e a tutti i grandi che ha conosciuto in questi anni, e anche un disco, una sorta di colonna sonora di quello che si candida a essere un grande progetto multimediale. «È stato un viaggio straordinario - racconta Andrea - che mi ha portato il 15 gennaio a salire nuovamente sul palco del Paramount Theatre insieme a Bruce e a tanti altri big del rock mondiale per chiudere la manifestazione cantando tutti insieme "Twist and shout" e "Thunder road" suonate dalla sola chitarra acustica del Boss». Queste occasioni corali non sempre riescono alla perfezione, invece «Rolling Stone ha scritto che è stata la più bella "Thunder road" di sempre, con tutti gli spettatori in piedi a cantare con le lacrime agli occhi e noi sul palco con lui ancora più commossi per l'incredibile trasporto di un momento del genere ma anche per la conclusione di un festival straordinario che ha toccato 36 paesi del mondo tra cui l'Italia e Como per portare avanti la lotta contro questa terribile malattia». L'occasione aveva portato allo Spazio Gloria talenti del calibro di Willie Nile, Alejandro Escovedo, Joe D'Urso e tanti altri. «Sono felice di annunciare che anche il prossimo anno il "Light of Day" farà tappa qui». Parodi ha anche avuto modo di conoscere da vicino uno dei più grandi autori e performer della storia: «Ho parlato con Springsteen, gli ho regalato un mio disco, lui mi ha raccontato che vuole tornare presto in Italia. Era anche curioso di ascoltare la versione di "Racing in the street" che ho realizzato assieme a J.T. Van Zandt, figlio del grande e compianto Townes di cui chiaramente anche Bruce, come tutti i songwriter americani, è innamorato». Poi questo divo che ha sempre tenuto i piedi per terra ha anche bevuto qualche birra assieme ai numerosissimi fan italiani che erano arrivati fin là («È un invito al pubblico comasco per seguirmi l'anno prossimo in questa avventura!»). È stata una permanenza molto proficua per Parodi che si è anche esibito allo storico Stone Poney, il locale da cui ha mosso i primi passi tutta la scena del New Jersey. Andrea si è esibito, prima, anche a New York, a Brooklyn, con Jake Clemons, il nipote del colossale sassofonista della E-Street Band, poi nel Lower East Side con Jesse Malin, Willie Nile e altri ancora. Dopo il Light of day si è esibito davanti alle telecamere di una web tv, in una galleria d'arte e ancora a Manhattan. Tornato in Italia, infaticabile come sempre, questo originale musicista - promoter di altri musicisti scelti solo seguendo il filo di una grande passione, è già al lavoro per il futuro. «Sto cercando di agganciare i Counting Crows per la Cava di Pusiano così come mi piacerebbe portare in quella meravigliosa location Jackob Dylan, Waterboys e John Mellencamp, anche se quest'ultimo sembra destinato a essere un sogno difficile da realizzare». guarda il video

Alessio Brunialti

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