Mercoledì 23 Febbraio 2011

Un archivio del Novecento
tra le carte inedite di Carla

La Biblioteca di Como è una fonte di ricchezze inesauribili per la storia della città. Una storia che si intreccia, in questo caso, con la vita di una tra le protagoniste più vivaci della cultura comasca: Carla Porta Musa. Io sono una laureanda in Scienze dei Beni e delle Attività culturali all'Università dell'Insubria e mi laureo proprio oggi pomeriggio. La mia tesi è il frutto di un tirocinio durato alcuni mesi presso la Biblioteca comunale di Como. Quando ho deciso di laurearmi in biblioteconomia con la professoressa Chiara Milani, ella mi ha subito proposto di occuparmi dell'inventariazione dell'archivio che la poetessa comasca Carla Porta Musa aveva anni prima  generosamente donato alla Biblioteca. «Ci tengo in modo particolare», mi ha detto Chiara Milani, «sia per la stima e l'amicizia che mi lega a Carla che per poter mettere in luce la natura di questo dono così generoso e farlo finalmente conoscere».
Grazie a questa opportunità ho iniziato a lavorare all'archivio: ho eseguito un primo inventario sommario ma soprattutto ho potuto esaminare la documentazione, cogliendo anche la bella occasione di intervistare la donatrice, che mi ha fornito preziose informazioni utili a comprendere meglio il contenuto dei materiali e contestualizzarlo nel panorama locale e nazionale. Incontrare Carla Porta Musa è stata una grande emozione, per le sue straordinarie doti umane, per l'arguzia e la sensibilità, grazie alle quali mi sono subito sentita a mio agio, nonostante gli 84 anni che ci separano! Durante i nostri colloqui, la scrittrice mi ha raccontato dei suoi incontri con esponenti del mondo della letteratura e dell'arte, ricchi di aneddoti curiosi, ricordi e testimonianze che mi hanno fatto scoprire il ruolo che ella ha avuto e che ha tutt'oggi nella vita culturale cittadina. Per quanto riguarda l'archivio, ho effettuato un lavoro di inventariazione sommaria, lungo e metodico, che però mi ha subito affascinata, anche grazie al prezioso aiuto dell'archivista, mia correlatrice alla tesi, dottoressa Maria Cristina Brunati.
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L'Archivio consta di 15 scatole, ognuna delle quali presenta un numero vario di plichi che costituiscono un insieme vasto ed eterogeneo di documentazione, ricco sia per la tipologia di documenti conservati (corrispondenze, ritagli di giornale, fotografie, appunti, cimeli) sia per l'arco cronologico di cui offre testimonianze, dal 1890 al 1980 circa. La parte più consistente del fondo è rappresentata dalla corrispondenza che si compone di ben 2190 pezzi, fra lettere, cartoline e biglietti. L'interesse della documentazione si evince dal consistente numero di mittenti presenti, fra i quali Ettore Allodoli, Dino Risi, Maria Azzi Grimaldi, Carlo Linati, Giacomo Devoto, Ponina Ciliberti Tallone, Giuseppe Antonio Brunelli, Marcello Jacorossi, Dino Buzzati, Margherita Sarfatti, Alberto Tallone, Piero Chiara.
L' archivio personale è come uno specchio perché in esso si riflettono gli interessi di chi lo ha prodotto, la sua rete di relazioni, le scelte professionali, ma anche i sentimenti e gli affetti più veri e profondi. Fra le corrispondenze più interessanti si distingue quella con Giuseppe Antonio Brunelli (1947-1971), con il quale esistevano affinità professionali e intellettuali consolidate da stima e amicizia confermate anche da Carla e protrattesi nel tempo. La lettera che mi ha colpito maggiormente, che ha catturato il mio interesse e la mia curiosità è stata quella di Ponina Ciliberti Tallone (lettera del 12 ottobre 1968), nella quale la pittrice confida all'amica paure ed emozioni con fiducia e grande naturalezza. Altro documento che voglio segnalare è il menù e programma del concerto del 22 maggio 1923, giorno in cui il Principe Umberto di Piemonte visita la città di Como, scritto a mano su seta rosa. Vi è poi l'elenco dei convegni letterari organizzati da Carla insieme a Carlo Linati dal 1924 al 1926 e quelli organizzati unicamente da Carla dal 1946 al 1953. Nell'elenco troviamo nomi importanti come Riccardo Bacchelli, Salvatore Quasimodo, Carlo Saggio, padre Davide Turoldo. Inventariando la corrispondenza intrattenuta con Marcello Jacorossi (1954 - 1966) ho avuto modo di scoprire la delicatezza d'animo di Carla, che seppe confortare l'amico poeta, saggista e studioso di storia delle religioni in momenti particolarmente difficili della sua vita, nonostante la distanza che li divideva (Marcello Jacorossi viveva a Firenze). Jacorossi apprezzava con riconoscenza il sostegno di Carla definendolo «una vera provvidenza». Tra i ricordi famigliari, oltre a fotografie dei suoi genitori nelle loro cornici, troviamo sedici poesie di Enrico Musa, padre di Carla, alcune delle quali scritte in dialetto milanese. Una di esse è dedicata alla nipotina Livia, figlia di Carla. Di Enrico Musa mi preme segnalare una bellissima e commovente lettera scritta a Carla il 30 aprile 1934: una dichiarazione di affetto speciale per una figlia che ha sentito tale più degli altri. Dalla lettera è nato uno dei più intimi ed emozionanti  romanzi di Carla, "Il tuo cuore e il mio".
È ben noto il rapporto di parentela che legava Carla al regista Dino Risi, con il quale ha intrattenuto una breve corrispondenza (1956 - 1957). Carla gli confessa la sua idea di trasformare il romanzo "Virginia 1880" in una rappresentazione cinematografica. Dino Risi, conoscendo bene l'ambiente cinematografico, la informa che in quel periodo i film in costume non erano molto graditi al pubblico e che il cinema italiano era  piuttosto orientato alla formula dei film a basso costo e "scacciapensieri" (lettera del 21 aprile 1956). Sono felice e onorata di aver potuto avere un'esperienza di studio così importante presso una pubblica istituzione, che mi ha dato modo di trasformare il mio lavoro di tesi in una fatica utile a tutti e soprattutto di aver potuto frequentare, come un'intervistatrice privilegiata, Carla Porta Musa, eccezionale protagonista e testimone del Novecento.

Gina La Rovere

b.faverio

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