Venerdì 04 Marzo 2011

Lo scrittore best seller
fa il manager a Como

È diventato famoso nel 2009, dopo aver pubblicato "La biblioteca dei morti", thriller inizialmente rifiutato in America da una sessantina di case editrici e oggi tradotto in oltre venti lingue. Gleen Cooper, 58enne newyorkese, è  uno scrittore molto apprezzato in Europa e amatissimo in Italia dove è arrivato qualche settimana fa per il lancio del suo terzo libro, "La mappa del destino" (Edizioni Nord, pp. 412, 19.60 euro): un giallo archeologico tra i pochi titoli capaci di tenere testa nelle vendite in libreria allo strapotere di cuoche e comici. Lettori fedeli a parte, c'è, però, un aspetto poco conosciuto dell'attività di Cooper, romanziere con una laurea in medicina e una in archeobiologia, che in passato ha lavorato per il cinema e l'industria farmaceutica. Si tratta di una curiosità che lo lega direttamente al nostro Paese, e in particolare al territorio comasco. Vale a dire il fatto di essere seduto nel consiglio di amministrazione della Gentium che ha sede a Villa Guardia. «Una piccola ma importante società di biotecnologie» la definisce lui. È una biofarmaceutica specializzata in ricerca, sviluppo e produzione di principi attivi per trattamenti di affezioni legate a cancro e cure oncologiche.
Ecco così spiegata la presenza di Cooper l'autunno scorso nel piccolo centro alle porte di Como: "E' vero, ho partecipato a una riunione in quanto membro del CdA dell'azienda". Ma Cooper dice chiaramente che oltre l'aspetto lavorativo c'è qualcosa di più. "Spesso i colleghi di lavoro diventano amici. È proprio quello che sta mi succedendo qui, nel Comasco". Insomma tra lo scrittore di best seller e il territorio è scattata la scintilla ed è nato un feeling. Allora, oltre a una seriosa riunione di lavoro dove si è parlato di bilanci e strategie di sviluppo, Cooper non si è lasciato sfuggire l'occasione per fare anche altro durante la "vacanza" lariana. Ed ecco svelato il mistero dell'incontro pubblico che, a sorpresa senza essere pubblicizzato, ha richiamato nella sala comunale centinaia di persone ad ascoltarlo in veste di romanziere, che è ora la sua professione principale.
Lo scrittore, durante il recente tour nel nostro Paese, ha avuto parole anche per Como: "Trovo che sia una città bellissima" ha osservato. È bastata una passeggiata in centro per farla risultare ai suoi occhi interessante e ricca di stimoli? Forse, ma il capoluogo lariano ha anche un'altra virtù agli occhi di Cooper: la presenza del lago. "Per molte ragioni preferisco di gran lunga il lago al mare. L'acqua è, in genere, più pulita e l'atmosfera più rilassata. In America ho una casa per i weekend che si trova su un lago molto simile al vostro". Riguardo l'ultimo libro, ambientato in Francia, Cooper ha spiegato di "aver voluto coniugare la profonda passione per l'archeologia, per la storia medievale e per la scienza in un romanzo dalla trama thriller". Un modo per dimostrare a coloro che hanno letto e amato i precedenti romanzi "che ho altre storie da raccontare". La sfida di scrivere cose nuove e diverse lo appassiona: "Il prossimo libro è un thriller ambientato a Roma, dove una suora scopre un complotto per distruggere il Vaticano". Ma in previsione, nel 2012, c'è anche l'atteso terzo atto della sua saga, dopo il successo planetario de "La biblioteca dei morti" e "Il libro delle anime". A un futuro romanzo ambientato in una cornice lariana Cooper dice di aver già pensato: "Perché no? Magari un bel giallo ambientato sullo sfondo di Bellagio". E aggiunge, scherzoso: "Potrei svegliarmi con una buona idea per la trama già domattina!". Nell'attesa che l'ispirazione giusta arrivi, Cooper annuncia in anteprima una nuova trasferta in terra lariana tra qualche mese: "Sarò di nuovo a Como in settembre per partecipare a una riunione di consiglio della Gentium". L'occasione è giusta per "promuovere" il territorio anche perché Cooper è uno che si lascia volentieri affascinare dal passato. Che si tratti di abbazie medievali ("mi piacerebbe vedere quella di Chiaravalle, vicino a Milano, stavolta non è stato possibile, spero di potermi rifare presto"). Oppure di antiche biblioteche con i loro segreti o, ancora, di grotte preistoriche: "L'archeologia è la mia passione - confessa - Fin da ragazzo sono stato affascinato dalle forme d'arte delle caverne preistoriche". I fan che vogliono incontrarlo e magari fargli conoscere bellezze e misteri del territorio sono avvertiti e possono cominciare a prepararsi.

Severino Colombo

b.faverio

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