Sabato 05 Marzo 2011

Comaschi a Medjugorie
"La nostra vita è cambiata"

di Laura d'Incalci

Un senso di sorpresa, un'avvolgente e imprevedibile serenità, la pace che inonda il cuore. Trent'anni di viaggi a Medjugorje (località della Bosnia-Erzegovina) collimano con l'esperienza di una svolta netta, di un cambiamento che divide il momento di una grazia speciale dal resto di una vita che non sarà mai più quella di prima. I miracolati di Medjugorje, nella maggior parte dei casi, raccontano la guarigione dell'anima. «Ero partito per  il luogo delle apparizioni, senza sapere bene di che cosa si trattasse, senza aspettarmi nulla...quasi costretto dall'insistenza di mia madre» ricorda Sabino Simone andando indietro nel tempo di  circa 25 anni. «Soffrivo di una depressione fortissima, avevo tentato di tutto. Dopo il diploma in ragioneria avevo raggiunto un buon posto di lavoro in banca, ma non sentivo nessun sollievo dalle soddisfazioni del lavoro. Cercavo di reagire, di farmi curare di medici, ho provato di tutto: facevo sport, cambiavo città, abitudini, cercavo nuovi amici. Dall'esterno potevo sembrare una persona senza problemi, mi sono anche sposato, ma il mio malessere diventava ogni giorno più insopportabile. Devo la mia guarigione solo all'insistenza di mia mamma», ammette Sabino oggi titolare di una Scuola guida e a tempo pieno dedito  all'organizzazione di viaggi, il primo nel 1985 l'ultimo la scorsa settimana, quest'ultimo anno  con un numero triplicato di "spedizioni", non meno di 4000 pellegrini. «Solo lo scorso agosto abbiamo organizzato 15 pullman, 50 pellegrini in ognuno, il conto è presto fatto" racconta tornando all'indimenticabile giorno del suo miracolo senza clamori, assolutamente impercettibile da quanti gli stavano intorno in quel sabato 7 settembre 1985. «Ancora non so spiegarmi quel che è accaduto - racconta - Non sapevo niente di preciso, non ero neppure incuriosito dal  fenomeno delle apparizioni o  interessato a incontrare i veggenti, mi sono semplicemente trovato in chiesa per la messa e non capivo una parola dato che parlavano in croato. So solo che improvvisamente mi sono sentito bene, ho avvertito una serenità inimmaginabile, mai provata». E cosa ha pensato? «Una sola cosa: io non torno più a casa, resto qui. Il primo pensiero è stato questo - racconta - Poi, con calma, ho cominciato a ragionare: avevo una moglie e tre figli. Intanto in quel luogo vedevo pullman arrivare da ogni parte e anche dall'Italia. Sono rientrato a Como e dopo due mesi ho  iniziato la mia nuova attività, ho organizzato il primo pellegrinaggio».
I messaggi di Medjugorie non sono soltanto quelli ufficiali, trasmessi  dalla Vergine ai veggenti e destinati a raggiungere milioni di persone in tutto il mondo, sistematicamente dettati anche dai microfoni di >Radio Maria, l'emittente di Erba (Como) diretta da don Livio Fanzaga: chi rientra dal viaggio in Bosnia Erzegovina racconta sempre di un incontro personale, di dialoghi che entrano nelle pieghe del proprio vissuto portando incancellabili e benefiche rivoluzioni. «Ogni volta la Madonna mi ha dato un suggerimento particolare, mi ha cambiato profondamente» ammette Gabriella Sibilia, sposata da oltre 30 anni, che ha raggiunto per la prima volta il luogo delle apparizioni nel '97 accompagnando un cognato malato. «La grazia che chiedevo era per i miei due figli, attraversavano un momento molto critico nella fase dell'adolescenza e io non sapevo come aiutarli» spiega ricordando il clima di fede respirato e l'incontro con padre Jozo, «un santo, capace di leggere nel cuore e indicarti la strada». «Non mi sono più sentita sola, nelle gioie e nei dolori, so che niente succede per caso, niente è inutile, ma attraverso ogni esperienza il Signore  mi  comunica il suo amore, il vero senso di tutto» racconta ancora Gabriella descrivendo un rapporto più libero e profondo con ogni persona e un cambiamento che ha toccato anche i suoi familiari. «Non sono fantasie, ho visto tante persone toccate profondamente...Carla, per esempio, una ragazza con una storia drammatica, divorata dall'odio verso sua madre, a Medjiugorje si è convertita e ha ritrovato la pace». Storie che registrano un cambiamento sfuggente ai parametri scientifici, ma afferrabile in  tante espressioni concrete e commuoventi: una visita alla cappella di Arcellasco, frazione di Erba dove don Mario Galbiati alimenta da 30 anni la devozione alla Madonna anche attraverso l'emittente ecclesiale Radio Mater da lui fondata, consente di avvertire un'impensabile prossimità del Mistero alla vita reale, fatta di ansie, di amore, di paure e speranze. Lì, come in altri luoghi dove  a ogni ora del giorno e della notte decine di fedeli d'ogni età si radunano a pregare, si contempla un'icona del dialogo tenace, quasi un palpabile abbraccio, che lega la Madre del Cielo all'umanità intera.

v.fisogni

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